4 bibite su 5 contengono zucchero straniero

4 bibite su 5 contengono zucchero straniero

La produzione di zucchero made in Italy rischia di essere azerata dalla concorrenza sottocosto delle multinazioniali francesi e tedesche. Basti pensare che 4 bibite su 4 vendute in Italia contengono zucchero straniero, a dimostrazione di come le aziende estere si siano impossessate delle industrie italiane.

Coldiretti chiede al Governo l’introduzione nella manovra di una tassa sulle bevande zuccherate. “A fronte di un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate, in Italia – spiega la Coldiretti – resiste in Italia una produzione di 300mila tonnellate, ma negli ultimi anni sono stati chiusi ben 16 zuccherifici su 19 azzerando l’84% del potenziale industriale nazionale ed entro il 2018 un altro stabilimento dovrebbe cessare l’attività”.

Sono appena 5 le aziende del Nord Europa che tengono in mano il mercato europeo, grazie allo zucchero venduto a prezzi bassissimi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. “Alla luce di quanto sta avvenendo – sottolinea la Coldiretti – l’Italia rischia di perdere del tutto la propria sovranità sul fronte dello zucchero, con l’ultimo bastione di difesa la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che rappresenta circa 25mila persone impegnate nella filiera, ha due stabilimenti di trasformazione sul territorio nazionale e riunisce 7mila aziende con trentaduemila ettari coltivati a barbabietola fra Veneto ed Emilia Romagna. Senza di loro l’Italia, che è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate”.

Sarebbe inoltre necessario, insieme ad una manovra che salvaguardi la produzione nazionale, una chiara etichettatura che attesti l’origine dello zucchero così da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. E soprattutto bisogna premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano e favorire contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale da parte dei grandi utilizzatori.

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