Acqua minerale, dopo Sant’Anna in crisi anche altri marchi noti. Manca Co2

Non si trova più Co2 per realizzare acqua e bibite gassate! Dopo Sant’Anna la lista delle altre aziende note che lanciano l’allarme di sta allungando a dismisura. Cosa rischiamo?

Acqua frizzante
Acqua frizzante (Foto di Konstiantyn Zapylaie AdobeStock)

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Tutta colpa del caro energia sempre più acceso dopo l’annuncio del taglio dei rifornimenti del gas russo, e della penuria di materie prima che iniziano a scarseggiare a causa della mancanza di acqua in uno degli anni più caldi mai visti nella storia.

La mancanza di forniture e l’irreperibilità di tantissimi beni, servizi ed alimenti sta facendo scomparire dai mercati tantissime eccellenze enogastronomiche ampliamente diffuse sul mercato.

In queste settimane si stanno facendo sentire le prime mancanze dirette sul mercato mondiale e nazionale. La lista dei prodotti che iniziano a scarseggiare sugli scaffali si allunga sempre di più, ne abbiamo parlato solo pochi giorni fa e sembra che a distanza di poche ore la situazione sia oltremodo peggiorata!

Una su tutte l’acqua frizzante di cui abbiamo parlato a inizio mese e per cui Acqua Sant’Anna ha già lanciato l’allarme. “La Co2 è introvabile e anche i nostri competitor sono nella stessa situazione”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Acqua Sant’Anna all’ANSA.

Non sembra però la sola azienda che inizia a lamentare la scarsità della materia prima. Vediamo le altre aziende a rischio reperibilità.

Addio al Co2, sta scomparendo a livello mondiale. Cosa rischiamo

Le aziende che producono C02 preferiscono inviare le forniture al comparto della sanità. Questo significa che una volta finite le forniture, mancheranno bottiglie di acqua frizzante per i clienti.

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Acqua Sant'Anna bonus mensilità dipendenti
Acqua Sant’Anna (Instagram)

Secondo alcune importanti stime, tutta l’acqua frizzante in circolazione in Italia è già in vendita sugli scaffali: una volta finita, diventeranno introvabili.

Arriva però l’allarme anche da altre grandi aziende della GDO italiana che come Sant’Anna iniziano a percepire i primi segnali della crisi.

A sottolineare come al momento sia complesso rifornirsi di anidride carbonica (co2) è Samuele Pontisso, amministratore delegato di Pejo e Goccia di Carnia (riunite nel gruppo Fonti Italiane srlintervistato dall’Adige.

Lo scenario che si prospetta nei prossimi mesi potrebbe essere duro per gli amanti dell’acqua gassata. Pontisso ha infatti dichiarato che il problema potrebbe persistere ben oltre la fine dell’estate.

Gli viene chiesto quanto è grave il problema, lui risponde: “Parecchio, più che altro perché da un po’ di tempo ormai manca la continuità di fornitura. Non è una problematica generale, si diffonde a ‘macchia di leopardo’: un giorno il prodotto c’è, il giorno dopo no. Noi non siamo mai stati per più di due o tre giorni senza produrre acqua gassata“.

Quali sono le conseguenze più gravi al momento?

Sicuramente la mancanza di Co2 crea ritardi nelle consegne e influisce sui clienti finali, per i quali cerchiamo in tutti i modi di incastrare i tempi, ma non è facile. Magari un giorno consegniamo l’acqua naturale, ma dobbiamo recuperare la frizzante. Non riusciamo a produrre in serie e questo crea problemi logistici non da poco nei nostri servizi agli acquirenti.

Ovviamente questa situazione non fa altro che aumentare a pioggia anche i prezzi di tutti i prodotti. Pontisso e lo stesso Bertone di Sant’Anna sono unanimi nel concordare che i prezzi dei fornitori sono aumentati in modo esponenziale di settimana in settimana, con il rischio che oltre ad avere poca materia prima anche la possibilità di acquisto sia sempre più ridotta.

 

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