Acqua San Benedetto, chiesta censura per l’ultimo spot con Elisabetta Canalis: “Messaggio pericoloso”

Quanto ci può condizionare l’immagine di una bellezza come Elisabetta Canalis che salta la colazione per sentirsi meglio e più in forma? Moltissimo, per questo secondo il mondo dei nutrizionisti questo spot è da censurare immediatamente.

Acqua San Benedetto, chiesta censura per l'ultimo spot con Elisabetta Canalis: "Messaggio pericoloso"
Canalis mentre beve San Benedetto (Instagram)

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Icona di stile ed eleganza senza tempo, sportiva, fisico tonico e curve sempre perfette nonostante l’età anagrafica dichiari 43 anni.

Elisabetta Canalis anche se da ormai diversi anni ha lasciato l’Italia per trasferirsi in America con il marito e la figlia, continua però ad avere il Bel Paese nel cuore e appena può vi fa ritorno per collaborazioni lavorative con brand di moda e alimentazione che la vogliono a tutti i costi come loro madrina.

Uno su tutti l’Acqua San Benedetto che porta avanti da anni la concezione che bere correttamente porti ad una maggiore diuresi e depurazione a tutto tondo.

Ha lanciato anche sul mercato diversi prodotti incentrati sul concetto delle tisane, decotti fruttati e frullati a calorie 0 per gli amanti della forma fisica perfetta e del fitness.

Diversi quindi gli spot che San Benedetto ha girato con la showgirl, insegnante di yoga e discipline legate al combattimento e la difesa personale.

Peccato però che gli ultimi due messi in rete e riproposti in estate con grande frequenza sul piccolo schermo, abbiano sollevato le ire di nutrizionisti e avventori della corretta alimentazione sana.

Uno su tutti la pagina di Aestetica Sovietica che si occupa di analisi sociali, culturali e politiche, e che ha puntato più di altri il dito proprio sul messaggio sbagliato di fondo che è stato promosso.

Elisabetta Canalis e lo spot dell’Acqua San Benedetto sotto accusa

Bevi che fa bene, l’acqua San Benedetto può sostituire la colazione (oppure un qualsiasi altro pasto) grazie la sua alta concentrazione di magnesio, potassio e oligoelementi!

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Questo in soldoni il messaggio che gli ultimi due spot girati dall’azienda con protagonista Elisabetta raccontano al pubblico a casa. Peccato che però il concetto di fondo sia completamente sbagliato andando a condizionare le decisioni di crescita e sviluppo soprattutto dei soggetti più fragili.

Si pensi a giovani ragazze adolescenti che in pieno sviluppo sono portate a seguire modelli come quello dell’amata ex Velina che svela come la sua routine sia incentrata sul saltare i pasti. Aspetto che l’ha portata poi ad arrivare nella copertina di Vanity Fair (parafrasando e raccogliendo il succo di quanto mostrato nel breve frame).

Quanto ci può condizionare l’immagine di una bellezza come Elisabetta Canalis che salta la colazione per sentirsi meglio e più in forma?

Quello che sta alla base dei due video pubblicati in rete, è l’idea di associare il concetto di bellezza ad un’immagine perfetta (ma pur sempre l’eccezione) arrivata così in alto solo a seguito di una dieta priva di alimenti solidi.

Se nell’ultimo spot per colpa del pane che si brucia e la fretta di andare a lavoro è costretta a saltare la colazione, in quello precedente però il concetto è reso ancora più esplicativo dal messaggio pronunciato da Elly:

“Quanto conta per te la colazione?”. La risposta gioca sulle parole: “Da 1 a 10? Zero…Succoso Zero!”.

Far crescere i ragazzi, ma questo vale anche per le donne e gli uomini da sempre condizionati da qualche chilo di troppo, con questa deleteria concezione di privazione è oltremodo vergognoso. Pur sapendo che la spessa Canalis è una buona forchetta e mangia ben 5 volte al giorno.

Quello che cambia è che lei è da sempre molto attiva ed ha un metabolismo veloce che non a tutte/i è stato donato da Madre Natura.

Anche diversi nutrizionisti hanno manifestato la loro contrarietà verso questo messaggio subliminale che invita a saltare la colazione. Sembra infatti confermare e avvalorare un comportamento molto diffuso tra chi soffre di disturbi alimentari.

 

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La questione nei prossimi giorni verrà presa in esame dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Agicom) che ha ricevuto diverse segnalazioni e sembra intenzionato a esaminare il caso.