Adriano Panzironi, la nutrizionista: “Non lo mangerei neanche sotto tortura”

Adriano Panzironi, la nutrizionista: “Non lo mangerei neanche sotto tortura”

LA PREPARAZIONE
di Marco

Adriano Panzironi, i suoi prodotti assaggiati dalla nutrizionista in diretta a Live Non è la D’Urso: “Non lo mangerei neanche sotto tortura”

Panzironi nutrizionista
Adriano Panzironi, la nutrizionista a Live Non è la D’Urso

Adriano Panzironi, il giornalista è ancora nell’occhio del ciclone. Una vera e propria bufera quella che si è abbattuta su di lui. Una bufera che, tuttavia, pare non scalfirlo affatto. Infatti, Panzironi continua ad incassare milioni e milioni di euro tramite la divulgazione del suo Life 120 e la vendita dei suoi prodotti. Barbara D’Urso l’ha voluto nel suo programma, Live – Non è la D’Urso e lui ha accettato l’invito presentandosi nella serata di domenica, 6 ottobre 2019. Tantissime le accuse nei suoi confronti. Tantissime le persone che hanno perso le staffe in studio per quello che veniva affermato da Panzironi stesso e da alcune delle persone che dicono di essere guarite grazie alle sue ‘dritte’.

Adriano Panzironi: la nutrizionista assaggia i suoi prodotti

Ci è andata giù pesante anche la nutrizionista che ha assaggiato i suoi prodotti. Una giornalista di Barbara D’Urso si è recata al suo studio con in mano un bel pacco ‘targato’ Life 120 e l’ha sottoposto all’attenzione della nutrizionista. A primo impatto, la donna era già abbastanza ‘scettica’. “Il salame è pieno d’olio”: così descrive uno dei prodotti di Panzironi. Poi, passa alla ricotta ed è lì che proprio non riesce a trattenersi: “Non la mangerei neanche sotto tortura”.

Insomma, decisamente non una bella figura per Panzironi che in diretta televisiva ha assistito ad una ‘bocciatura’ dei suoi alimenti da parte di una nutrizionista. Prodotti che, tra l’altro, come abbiamo visto sempre ieri nella trasmissione di Barbara D’Urso, vende a dei prezzi abbastanza cari. Molto più alti di quelli che troviamo semplicemente al supermercato. Il giornalista, in trasmissione, si è difeso spiegando che quelli sono prodotti con diversa composizione nutrizionale e per questo devono necessariamente presentare un costo più alto rispetto a quelli più comuni.

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