Alzheimer e alimentazione: 5 sane abitudini per vivere più a lungo e ritardare la malattia

Come poter migliorare il proprio stile di vita complessivo a partire dalla tavola? Ci sono 5 abitudine che gli over 65 dovrebbero adottare quotidianamente, lo rivela uno studio americano pubblicato recentemente. 

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Alzheimer (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

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Oggi, 10 ottobre, si celebra la Giornata mondiale della salute mentale istituita nel 1992 per mettere l’accento sulla gravità di una situazione che coinvolge un numero sempre maggiore di persone.

Quindi perchè non parlare anche di Alzheimer tra le principali malattie degenerative del cervello e che sempre più spesso coinvolge soggetti di età inferiori coinvolgendo indistintamente uomini e donne?

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha pubblicato recentemente due studi che hanno valutato la relazione fra abitudini di vita, comprese quelle culinarie, e l’Alzheimer che sempre più spesso colpisce anche donne e uomini molto giovani.

I risultati hanno indicato che abitudini sane ed un’alimentazione controllata, sono associate a un rischio sensibilmente più basso di sviluppare la demenza.

Ricordiamo che l’Alzheimer è una patologia che provoca danni degenerativi al sistema nervoso centrale e che si manifesta con una perdita progressiva della memoria.

Non solo vengono meno certe funzioni cognitive, ma anche movimenti e la capacità di riconoscere persone e oggetti. Questo è dovuto al fatto che in alcune aree della corteccia cerebrale vengono distrutte diverse cellule nervose con una conseguente atrofia delle zone danneggiate.

Il “Chicago Health and Aging Project” ed il “Rush Memory and Aging Project” hanno eseguito diverse analisi su campioni rispettivamente di 1845 persone, mentre il secondo su 920.

Cosa si è dimostrato chiaro da tale doppio studio? La correlazione tra la malattia e le persone che hanno assunto una dieta rientrante nella tipologia Dash hanno avuto benefici a dir poco incredibili.

5 sane abitudini che dovresti avere se hai più di 65 anni per combattere l’Alzheimer

Sono state definite sane abitudini 5 comportamenti spesso avanzati da moltissime persone ma che nei campioni studiati hanno fatto la differenza.

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Dieta Mind (Foto di Konstantin Yuganov AdobeStock)

Ovvero non fumare, camminare per almeno 3 ore alla settimana, consumare alcol in quantità leggera o moderata, impegnarsi in attività cognitive, come lettura e puzzle, prediligere la dieta mediterranea definita “Mind” mirata a ritardare i processi neurodegenerativi.

Quest’ultima è l’evoluzione e l’unione di quella Mediterranea e la Dash, e fa benissimo alla salute fisica e mentale delle persone, in particolare delle donne in menopausa (o comunque degli over 65).

Questo tipo di dieta è in gradi di curare diverse patologie neurodegenerative che, proprio grazie a questa particolare alimentazione, possono essere ritardate o minimizzate nella loro sintomatologia.

Nel campione analizzato infatti dagli studi, si dimostra infatti che chi segue questo tipo di alimentazione controllata ha un tenore di vita molto diverso e anche maggiore benessere psico-fisico complessivo.

Si prediligono prodotti di stagione, con maggiore predilezione per verdure a foglia verde, legumi e cereali integrali, in particolare i fagioli. E poi frutta fresca di stagione, ma anche secca: le noci su tutto. Infine, pesce, meglio se azzurro e di piccola taglia, ma anche salmone, e olio extravergine di oliva.

Ma anche proteine magre come carne bianca, pesce, uova, e un bicchiere di vino rosso a pasto ricco di flavonoidi e vitamine E.

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Sarde fritte (Foto di Leppark per Pixabay)

Si consiglia di iniziare quanto prima a seguire i 5 dettami che medici e nutrizionisti suggeriscono, può fare benissimo anche ai più giovani e aiutare per una crescita consapevole e benefica.