Amelia Falco si racconta a CheCucino: dopo Masterchef la sua nuova vita inizia dalla famiglia

Finalista della quarta edizione di “Masterchef”, la neo mamma campana racconta la sua avventura culinaria e la passione per la cucina.

Amelia Falco Masterchef Italia 4 intervista
Amelia Falco (screen Instagram)

Chi ricorda Amelia Falco, la concorrente di “Masterchef Italia”, edizione numero quattro? Con la “palla di mozzarella ripiena di tagliolini” dello chef Marziale ha perso la sfida in finale contro il secondo classificato Nicolò Prati ed il vincitore Stefano Callegaro.

A distanza di sei anni la sua vita è molto cambiata, noi l’abbiamo intervistata per capire cosa sta combinando ora e quali sono suoi progetti per il prossimo futuro. Originaria di Piana di Monte Verna, Caserta, dopo il terzo posto nel programma il ritorno a casa è stato quasi d’obbligo per lei.

Papà cuoco, l’amore per la cucina fin da piccola. Possiamo dire che sei nata in cucina?

Non è proprio così, nel senso che mio padre era ed è chef ma io ho fatto tutto un altro percorso. Io stavo studiando Economia e Finanza quando ho decido di partecipare a “Masterchef”, ho sempre cucinato in casa ma in maniera amatoriale senza nessuna esperienza. Mi sono avvicinata davvero alla cucina quando Roberto, il mio compagno, ha iniziato il travaglio della malattia 10 anni fa, ho cominciato così ad impegnarmi seriamente per lui per attirare la sua attenzione visto che non aveva mai grande appetito. Da lì non mi sono più allontanata dal settore, ho iniziato a sperimentare e mettermi alla prova sempre con piatti nuovi e accostamenti anche inediti. La richiesta di partecipazione ai casting l’ho fatta però solo per gioco, sono infatti una grande appassionata anche dell’edizione americana e australiana. Quando mi hanno contattato mi sembrava surreale la cosa.

Cosa ti ha lasciato Masterchef?

Nelle fasi finali l’amaro in bocca è normale perché vedi la vittoria sempre più vicina, ma all’inizio ogni puntata superata per me era una sorta di premio e sarei stata contenta anche di tornare a casa. Quando sono arrivata alla fine però ho iniziato a sperarci e ci rimasi male, ma sono allo stesso modo soddisfatta.

Dopo il programma com’è cambiata la tua vita?

Innanzitutto dopo il programma ho lasciato gli studi, mi mancava poco per la laurea in Finanza aziendale e non ho più ricominciato a studiare. C’è stato infatti un susseguirsi di eventi che mi hanno travolto e non sono più letteralmente uscita dalle cucine dei ristoranti. All’inizio sono andata molto in giro per l’Italia per show cooking dimostrativi, eventi e serate a quattro mani con altri chef, poi però ho cominciato pian piano a trovare la mia strada. Ho fatto una startup per il ristorante Ottocentodieci in provincia di Pavia, sono stata lì tre anni come consulente, ho creato i menù, ho formato la brigata, mi sono occupata delle materie prime. Poi mi sono spostata a Caiazzo, a pochi chilometri da casa mia, e con il ristorante Zest abbiamo avviato un’altra startup sempre in veste di consulente food con la programmazione dei menù stagionali e la gestione della brigata.

Come concili il lavoro al ristorante con quello di mamma? Roberto ti supporta in quello che fai?

Attualmente con la bimba piccola sto andando poco ma da settembre riprenderò a pieno ritmo. Fortunatamente il mio compagno è un ottimo papà e mi aiuta tantissimo e riesce a sostituirsi senza problemi a me quando non ci sono. Lui mi ha sempre supportato e si occupa da anni della gestione della comunicazione legata alla mia presenza per collaborazioni o sponsorizzazioni.

 

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I tuoi bambini (Leonardo soprattutto) sono appassionati di cucina, ti seguono a casa?

Camilla ha appena compiuto 5 mesi e sto iniziando ad abituarmi un po’ ora, all’inizio con due bimbi ed i nuovi ritmi era difficoltoso. Conciliare tutto all’inizio è dura poi con il tempo si ingrana. Leonardo invece cucina insieme a me, ha 4 anni e appena mi vede corre ad aiutarmi, è sempre molto curioso e intraprendente di imparare, sa già fare molte cose.

Raccontaci di Zest, come mai avete puntato sulle polpette e la carne alla brace?

Si tratta di una scelta che hanno fatto anni fa gli attuali titolari. Sono stata contattata però perché la loro idea era adottare una sorta di tavoli sullo stampo degli yakiniku giapponesi che hanno la griglia incorporata all’interno del tavolo. Il cliente sceglie i tagli di carne selezionati da me sulla base di percorsi di gusto particolari composti da 3 tipologie ciascuno e poi si griglia direttamente al tavolo. Anche la parte della polpetteria era un’idea iniziale che poi abbiamo sviluppato e ampliato, tanto che spaziano oggi da quelle vegetariane, carne e pesce. Ovviamente abbiamo anche un ampio assortimento con primi e secondi di vario genere.

Amelia Falco Masterchef Italia 4 intervista
Amelia Falco (Foto Instagram)

Quanto la tua terra e le materie prime influenzano quello che porti in tavola?

Tantissimo, completamente! Cerco sempre di rifarmi ai sapori nostri tradizionali ma di rivisitarli in chiave più moderna. Ad esempio il risotto che è attualmente in carta è una rivisitazione della parmigiana di melanzane campana: si tratta di un risotto in polpa di melanzane affumicate, servito con un gelato salato di provola affumicata, una crema di basilico e del croccante di parmigiano. Anziché il sugo di pomodoro classico ho usato i pomodorini confit. Anche alcune polpette adottano la stessa idea di rivisitazione, ad esempio l’inverno scorso ce n’era una di pancotto di rape, ricetta ripresa dal piatto campano a base di pane, fagioli e cime di rapa. Anche la clientela approva quello che proponiamo perché sanno già che tipologia di cucina aspettarsi e anche l’esperienza della grigliata conviviale è molto amata.

Qual è il tuo cavallo di battaglia in cucina?

La pasta fresca. Adesso abbiamo in carta allo Zest un bottone di pasta fresca ripieno che è anche questa una rivisitazione della mia terra, ovvero la Pasta alla Nerano con zucchine e Provolone del Monaco. Io l’ho trasformata in bottone, ovvero in pasta ripiena con zucchine fritte, una ricotta di bufale e del provolone a km 0 stagionato in grotta, fonduta di provolone e una crema di zucchine e menta.

Puoi darci una ricetta di un piatto che ti piace realizzare per la tua famiglia e che possono replicare a casa anche i nostri lettori?

Posso lasciarvi la ricetta veloce del pesto di melanzane visto che è una verdura di stagione facilmente reperibile. Si realizza con le melanzane grigliate o al forno, che vanno poi frullate con basilico fresco, noci, pecorino, parmigiano, un po’ di aglio, olio extravergine, sale e pepe. Si aggiunge poi alla pasta una volta scolata mantecandolo con un po’ di acqua di cottura. In base ai gusti si possono inserire anche dei pomodorini secchi ma è molto soggettivo.

 

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Nel 2015 in un’intervista hai risposto che dieci anni dopo ti saresti vista “una chef professionista, una mamma ed una moglie felice”. Ti rifacciamo la domanda: nel 2031 come ti vedi?

Tutto realizzato allora (ride). Tra dieci anni però vorrei avere un’attività a gestione familiare tutta mia e lavorare assieme a mio padre, mia madre e Roberto. Al nome non ci ho ancora pensato nello specifico, ma magari metterei insieme qualche lettera che richiama sempre alla famiglia. Inoltre mi piacerebbe crescere maggiormente sui social e online perché finora lavoro spesso come ghost, quindi senza nome, per delle video ricette per alcune aziende che poi usano sulle loro piattaforme. Vorrei incrementare questo punto su cui al momento ha poca copertura magari creando un canale tutto mio.