Antonino Cannavacciuolo riparte con una nuova sfida: dove vedremo impegnato lo chef: “Arriva il quarto”

Lo chef domani aprirà il suo quarto Laqua Resort a Pisa, un’impresa titanica per uno chef che è partito da zero oltre 25 anni fa e che ha fatto tanta strada tra sacrifici e gavetta sul campo.

Antonino Cannavacciuolo apre Toscana quarto Laqua Resort dettagli
Antonino Cannavacciuolo e la sua famiglia (Instagram)

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Il grande cuoco 5 stelle Michelin in oltre 25 anni di gavetta ne ha fatta di strada nel mondo della ristorazione. Già impegnato attivamente a Villa Crespi sul Lago D’Orta e il nuovissimo Laqua by the Lake, a Pettenasco che dista solo 3 km dalla prima, solo un anno fa ha aperto il Laqua Countryside di Ticciano, Napoli, con il ristorante gourmet e il Laqua by the Sea a Meta di Sorrento.

Domani però il volto noto di “MasterChef Italia” e “Antonino Chef Accademy”, aprirà anche un nuovissimo ristorante in Toscana. Si tratta del quarto Laqua Vineyarde vicino a Gozzano (Pisa), il primo ristorante con boutique hotel fuori dalle sue due regioni, Campania e Piemonte.

Siamo emozionati ed entusiasti di questo nuovo nato all’interno della Collezione Laqua Resorts. Abbiamo inaugurato questo brand e la sua nuova ospitalità, lo scorso anno, e non ci sembra vero di poter portare anche in Toscana il nostro amore per l’accoglienza e la cucina, in un luogo così unico”, spiegano Cinzia e Antonino Cannavacciuolo felici di questa loro nuovissima avventura.

Alla guida della brigata del nuovo ristorante, l’Executive Chef Marco Suriano, formatosi all’interno del Relais Villa Crespi e con all’attivo moltissime esperienze illustri in alcuni dei ristoranti più importanti al mondo.

Il ristorante accoglie circa trenta i coperti anche se è pensato per arrivare fino a 60/70 persone in caso di eventi, grazie alla forte unione con la vicina Cantina Vinicola della Famiglia Rivetti.

Intervistato dal Corriere, lo chef ha spiegato cosa pensa di questo suo nuovo punto di svolta, una vera sfida per lui che in questi anni si è dato moltissimo da fare.

Antonio Cannavacciuolo arriva in Toscana: il 24 giugno apre Laqua Vineyard

Tutte le mattine in cui mi sveglio lavoro per arrivare lì. È come voler vincere la Champions per un calciatore. Se mi togli quell’ambizione per me è finita“. Spiega ai microfoni del Corriere.

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La sua mente non si ferma in nessun momento, “io e Cinzia siamo malati di organizzazione e crescita, non ci accontentiamo mai“. Eppure però lo chef specifica che ha intenzione di venire incontro alla sua brigata.

Noi oggi cerchiamo di far stare bene la brigata, di gratificarla: senza i miei ragazzi io non faccio niente, perciò devo tutelarli e il mio successo deve essere anche il loro. Dopo di che, ci sono altri temi che andrebbero affrontati: per esempio, la pressione fiscale terribile per un imprenditore. Ma la soluzione non ce l’ho, non sono un politico, sono solo un cuoco“.

Spiega anche che il benessere fisico e mentale e la gratificazione economica per chi lavora con lui deve essere al primo posto. E si ricollega, quasi involontariamente ad un discorso di qualche mese fa.

Nulla è più come prima dopo la dichiarazione che ha fatto Alessandro Borghese riguardo gli stipendi dei lavoratori impiegati nella ristorazione.

Io ho cominciato da ragazzo facendo stage gratis e pagandomi l’alloggio in Francia. Ma la mia è stata una scelta che ho voluto fortemente fare. I tempi, però, sono cambiati: una giusta gavetta quando si è giovani ci vuole ma chi lavora oggi chiede, oltre a uno stipendio degno, più qualità e tempo a disposizione.

Un bello smacco verso il collega quindi pesantemente criticato dopo quanto affermato. Borghese, intervistato dal Corriere della Sera, aveva fatto il punto su come oggi il settore sia sempre meno vissuto con orgoglio e professionalità.

Inoltre aveva messo l’accento sul fatto che faticava a trovare ragazzi svegli e competenti nel suo locale, “I giovani di oggi preferiscono tenersi stretto il fine settimana per divertirsi con gli amici. E quando decidono di provarci, lo fanno con l’arroganza di chi si sente arrivato. E la pretesa di ricevere compensi importanti. Da subito”.

Sarò impopolare – ha chiuso poi lo chef – ma non ho alcun problema nel dire che lavorare per imparare non significa essere per forza pagati“.

Se pur vero che i giovani molte volte si tirano indietro da proposte lavorative viste come “impegnative”, dall’altro il sindacato sbotta precisando che nulla è cambiato per sanare problematiche come il precariato, l’assenza di contratti, diritti e tutele sono all’ordine del giorno.

ricette Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo (foto Instagram dall’account dello chef)

A molti però, sentire le parole di Cannavacciuolo porta a ben sperare che il settore possa ritrovare un nuovo punto di partenza, purché guidato da persone lungimiranti e attente come lui.