Attenzione alla “truffa dei salumi”: leggere bene le etichette

L’operazione “Crepuscolo” è una delle più grosse mai portate a termine a livello nazionale, migliaia i prodotti sequestrati con violazioni riscontrate da Nord a Sud.

Mortadella e altri salumi
Mortadella e altri salumi (Foto di Phab79 da Pixabay)

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Le frodi alimentari sono all’ordine del giorno soprattutto negli ultimi anni in cui le Indicazioni Geografiche sono sempre più copiate e truffate, con danni crescenti nei confronti dei Consorzi di Tutela e l’economia italiana sempre più macchiata da questa infamia.

Non solo Italian Sounding ma anche etichettature sbagliate e illegali poste in prodotti generici venduti sul mercato come tutelati dal marchio consortile che ne riconosce produzione e filiera.

Questa ultima accezione è quella che è stata scoperta nella colossale operazione condotta dall’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale e denominata “Crepuscolo”.

Solo ieri davamo notizia di questa immane azione che ha portato nelle ultime settimane a decine di sequestri disposti a catena da Nord a Sud del Paese. I Carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare (R.A.C.) sono venuti casualmente in contatto con la merce durante i consueti controlli finalizzati alla sicurezza della filiera agroalimentare.

Sono state ispezionate 30 attività del comparto food&wine sull’intero territorio nazionale, riscontrando 25 illeciti amministrativi e 6 penali. Vediamo però nel dettaglio i dati aggiornati alle ultime ore sulla truffa nazionale ed i vari prodotti sequestrati.

Controlli in tutta Italia, oltre 127mila euro di merce posta sotto sequestro

Numerose le violazioni riscontrate da Nord a Sud durante i controlli dei Carabinieri del nucleo R.A.C. soprattutto per l’uso di etichette false che evocavano i marchi IGP e DOP e condizioni igienico-sanitari non conformi alle direttive nazionali sulla sicurezza haccp.

Addetto controllo qualità
Addetto controllo qualità (Foto di hedgehog94 AdobeStock)

Come dicevamo i vari blitz a catena hanno portato al sequestro di oltre 127mila euro di prodotti con sanzioni per un totale di 65mila euro. Al momento, ma crediamo che resterà così anche nei prossimi giorni, i nomi delle aziende finite nel mirino delle forze dell’ordine non sono stati resi noti.

Nello specifico, sono state sottoposti a sequestro 9 tonnellate di prodotti alimentari (di cui carni, salumi, prodotti dolciari, formaggi), 2.018 litri di aceto e 300 litri di vino.

I primi illeciti in provincia di Torino e Modena dove 193 kg di salumi e insaccati sono stati bloccati alla vendita. Infatti i 5 titolari di due imprese commerciali acquistavano prodotti a IG già scaduti o prossima alla scadenza per poi rieticchettarli con nuova data di scadenza.

Stesso settore, quello dei salumi dove però mancava in etichetta l’origine e al filiera della carne suina lavorata, nelle provincie di Bolzano, Padova e Piacenza. Qui l’Arma ha sequestrato presso tre salumifici complessivamente 5.261 kg di prodotti di salumeria di vario tipo per un valore commerciale di circa 70mila euro.

Interessate anche le province di Venezia (sequestrate 6.800 confezioni di prodotto a base di formaggio per un valore di merce di 27mila euro) e Torino (639 confezioni di colombe Pasquali). Anche se le ultime notizie danno indicazioni pure su quella di Imperia, dove è scattato il sequestro di 2.018 litri di Aceto di vino da Chianti DOCG pari ad un valore di 11mila euro.

La causa del sequestro specifico qui risiede nel divieto nazionale di usare i termini DOC, DOP, DOCG, e IGP, in sigla o per esteso, nelle etichettature.

Altro blocco di 300 litri di vino rosso in un’azienda vinicola di Salerno. In particolare l’Arma ha riscontrato che non solo le giacenze in azienda erano molte di più rispetto a quelle segnalate ma che le bottiglie erano anche prive delle indicazioni obbligatorie in etichetta.

A Reggio Calabria invece il titolare di un’azienda alimentare per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Sono stati trovati nella sua azienda oltre 150 kg di carne bovina in cattivo stato igienico-sanitarie dato dalle celle frigorifere utilizzate. Sempre in questa attività bloccato anche 1.560 chili di formaggi non tracciabili.

L’avvertimento qui è sempre lo stesso: imparare a leggere l’etichetta “parlante” è l’unica arma a disposizione dei consumatori per non incorrere in truffe e frodi. Deve essere sempre presente la data di scadenza e quella di produzione, ingredienti, filiera (produttore e marchio di identificazione), nonché calorie e allergeni.

 

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In casi di violazioni riscontrate o etichettatura non chiara, rivolgetevi sempre allo sportello consumatori oppure alla Guardia di Finanza della provincia per maggiori chiarimenti in merito.