Bistrot Bonaccorsi riapre: “La clientela è con noi, che venga il prefetto”

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Bistrot Bonaccorsi riapre: segni di protesta  contro il nuovo DPCM e multe salate per i proprietari, la clientela appoggia la causa 

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Sono in molti i ristoranti e pub a non seguire le nuove disposizioni emanate dal DPCM del 24 Ottobre

 

Segni di rivolta per il Bonaccorsi a Porta Saragozza e l’Halloween Pub di via Stalingrado, Bologna, cui i proprietari hanno già aperto per la quarta serata consecutiva nonostante il divieto di esercitare dopo le 18 dopo le ultime disposizioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del DPCM datato 24 Ottobre. Un segno di protesta che vede toccare i ristoratori ed i cittadini che hanno scelto di non rimanere in silenzio e nelle case al chiuso. Scattano multe salate e chiusura totale per cinque giorni di fila

 

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Bistrot Bonaccorsi riapre contro il DPCM: clientela in piedi e fila alla cassa

Sembrerebbe che la città abbia risposto con estrema libertà alla scelta del Bistrot Bonaccorsi di aprire dopo le 18, percependo già due multe da 400 euro. Cartelli affissati alle vetrine con hashtag ‘noi restiamo aperti‘ e le sanzioni ricevute che il titolare, Giorgio Perna, ha deciso di mettere in bella mostra appendendole al bancone di cui due nulle, a suo dire. Accanto ai cartelli appaiono vignette contro Conte e sono parecchi i messaggi di sostegno al locale che hanno deciso di farsi sentire perché “E’ coi fatti che ci faremo sentire“.

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Nemmeno l’Halloween Pub di via Stalingrado ha deciso di rimanere in silenzio seguendo la scia del Bonaccorsi già dal martedì appena trascorso. “Ci hanno fatto due verbali ed aspettiamo il terzo – ammette il proprietario, Mattia Florulli – ogni sera arrivano puntuali alle dieci ed è diventato il nostro appuntamento quotidiano. Ogni multa che arriva è di 400 € ma noi teniamo botta difendendo il primo articolo della Costituzione basato sul lavoro, difendendo i nostri diritti pur continuando a rispettare le regole del distanziamento.” Sembrerebbe che gli incassi accumulati a fine giornata superino di gran lunga le sanzioni inferte ma alla terza potrebbe scattare una chiusura totale e continua per cinque giorni. “I vigili ci hanno avvisato e questa potrebbe essere la nostra ultima sera – conferma Florulli – ma non intendiamo arrenderci, anche se ci abbasseranno le serrande noi continueremo ad aprire ugualmente. La clientela è con noi, ci sostiene, che venga direttamente il prefetto ad ordinarmi di chiudere in faccia”. Una rivolta di protesta che vede sempre più bar e ristoranti aprire nonostante i divieti che sottolinea non solo la voglia di continuare ad esercitare nelle proprie attività, ma cercare di rimanere a galla dopo i contingenti danni subiti già dal primo lockdown.

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