Bolletta della luce allegata al menù, la protesta del ristoratore fa il giro del web

Accade a Roncadello, piccola frazione di Casalmaggiore, al confine tra le province di Cremona e di Mantova, dove il titolare del Funky Gallo ha lanciato una vera e propria provocazione. 

Bolletta esposta da Funky Gallo foto
Bolletta esposta da Funky Gallo (Foto dal web)

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La situazione economica generale si sta facendo insostenibile per moltissime persone soprattutto le piccole attività che ogni giorni hanno i conti da pagare che fanno a pugni invece con gli incassi sempre più miseri.

Ne sa qualcosa la pizzeria Funky Gallo sita a Casalmaggiore, comune della provincia di Cremona in Lombardia, che da qualche giorno accanto al menu ha deciso di allegare anche la bolletta della luce.

Il suo titolare Alberto Rovati non ce la fa più ad arrivare a fine mese, e ha pensato bene di esporre la bolletta per spiegare tutti i costi che deve affrontare per la sua pizzeria.

La cifra della bolletta esposta è di 4.058,09 euro per il mese di luglio. Una batosta! Senza però anche le bollette di gas e acqua che invece ha avuto il buonsenso di non mostrare.

Lo ha fatto per giustificare l’aumento di prezzi delle sue creazioni che ora sono vendute e a 10 euro, prezzo per molti sproporzionato.

Eppure Funky Gallo, sita precisamente nella piccola frazione di Roncadello, è sempre stata famosa per il buon rapporto fra la qualità delle sue pizze e il prezzo con cui queste erano proposte alla clientela. Le cose però sono cambiate per tutti e anche Rovati non ha potuto fare altrimenti.

“La pizza a 10 euro? O passo per ladro o chiudo”

Intervistato dal Corriere, il titolare non ha lasciato nulla al caso e si è lanciato in una lunga premessa che racconta il suo malessere che è anche quello di moltissimi altri colleghi della ristorazione in Italia.

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Ristorante stellato protesta precari
Ristorante stellato (Foto di neshom Pixabay)

“Quando le spese diventano insostenibili, mettere una pizza a 10 euro e passare da ladro o chiudere l’attività?“, si legge nel cartello affiancato alla bacheca.

Non l’ho certo fatto per spaventare i clienti” – ha raccontato al giornale, “ma per essere molto trasparente. E per lanciare una forte protesta: così non si va avanti. E ho esposto la bolletta della luce perché è la più eclatante. Poi ci sono gas e tutte le forniture essenziali. E soprattutto ci sono le materie prime“.

Se io oggi mettessi una margherita a 8-9 euro, probabilmente pareggerei tutte le spese. Da lì la prospettiva di farla pagare 10 euro. Ma meglio mettere la pizza margherita a 10 euro e passare da ladro, oppure chiudere l’attività?”, si domanda Rovati, che aggiunge poi: “Se non altro credo di essere stato onesto e trasparente coi miei clienti“.

Ricordiamo che solo pochi giorni fa anche un altro ristoratore aveva lanciato lo stesso grido disperato di aiuto da parte delle autorità. Si trattava dello chef barese Daniele Caldarulo del ristorante Black&White nel centro storico di Bari che sulla sua pagina Fb ha scritto che a Ferragosto avrebbe tenuto chiuso per le spese troppo alte da affrontare.

Poche parole, ma dritte a centrare il bersaglio. E a far accendere l’attenzione su un problema che sta caratterizzando il settore della ristorazione in un periodo che segue quello dei due anni fermi per l’emergenza Covid.

La situazione è disastrosa, servono interventi urgenti altrimenti moltissimi attività rischiano la chiusura entro pochi mesi.