Alessandro Borghese apre a Venezia dove la sua cacio e pepe è già un “caso”: scatta la polemica

Pare essere nata anche qui una nuova polemica sul prezzo del piatto più iconico dello chef romano. Dopo Briatore anche Borghese fa discutere.

Alessandro Borghese ricetta cacio e pepe
Alessandro Borghese (Foto Instagram)

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Non solo la polemica sui prezzi salati pare essere confinata al caso Crazy Pizza di Briatore, che propone pizze da 16 a 65 euro in base alla stagionalità degli ingredienti e le materie prime pregiate utilizzate.

In queste ore è emerso un nuovo caso sul menù proposto dallo chef Alessandro Borghese il quale ha aperto un nuovo locale a Venezia che non sembra però rispettare quanto ammesso all’inizio sui prezzi proposti dei suoi piatti principali.

Per chi è abitudinario a Venezia, il target medio vive di ristorazione stellata oppure agli antipodi di proposte turistiche. Borghese invece voleva davvero fare la differenza: “Io voglio rivolgermi a tutti, in modo accessibile”, aveva ammesso intervistati da Corriere Cook qualche mese fa.

Una vera rivoluzione per la città lagunare che non vedeva l’ora di dare il benvenuti a Borghese e alla sua nuovissima proposta culinaria. Peccato che ora, a poche settimana dall’apertura qualcosa non torna. Il PREZZO.

Alessandro Borghese esagera con i prezzi: come Briatore?

A ospitare il nuovo ristorante di Alessandro Borghese a Venezia sono gli spazi del Casinò della città lagunare, più precisamente Palazzo Ca’ Vendramin Calergi che si estende su un’area grande 740 metri quadrati, di cui 400 interni e 340 di giardino affacciato sul Canal Grande.

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Alessandro Borghese coming soon "4 Ristoranti" foto
Alessandro Borghese davanti al suo locale (Instagram)

Ma cosi si mangia nel suo locale chiamato sempre “AB – Il lusso della semplicità (Venezia)”? Il suo ristorante apre dalle 10 del mattino per la colazione-brunch, pranzo e cena fino a tarda sera. La sala ristorante ospita invece circa 30 posti mentre il bistrot ne offre 50.

Presenti nel menù piatti tipici della tradizione culinaria di Borghese, quelli che più hanno un posto speciale nel suo cuore come la cacio e pepe, l’agnello alla torba, la carbonara.

All’appello però anche proposte che renderanno illustre il territorio che lo ospita, piatti quindi della laguna e dell’entroterra come le sarde in saor, bigoli in salsa e all’anatra, risotto di Gò e molto altro.

Se però all’inizio aveva spiegato che i prezzi sarebbero stati “democratici e alla portata di tutti”, ora arrivano i primi scontrini di clienti poco contenti del servizio ricevuto.

Una cacio e pepe, una delle specialità più iconiche di Alessandro Borghese, viene venduto al prezzo di 28 euro, da molti considerato eccessivo.

Si tratta ovviamente del suo piatto preferito, a cui ha dedicato anche il titolo del suo ultimo libro, “Cacio&Pepe. La mia vita in 50 ricette” pubblicato nel 2018, quarto in ordine di tempo dopo “L’abito non fa il cuoco. La cucina italiana di uno chef gentiluomo” del 2009, “Tu come lo fai?” del 2013 e “L’abito non fa il cuoco. La cucina italiana di uno chef gentiluomo” del 2017.

I prezzi quindi oltremodo elevati depisteranno i clienti a far visita al suo nuovo ristorante lagunare? Non sembra essere la prima polemica che travolge lo chef pero.

Ricorderete degli striscioni appesi a Livorno qualche settimana fa in occasione delle registrazioni di “4 Ristoranti” in cui il Sindacato Usb Livorno lamentava la sua poca attenzione nei confronti dei lavoratori e degli stipendi da attribuire ai giovani.

Alessandro Borghese
Versare la crema avanzata di cacio e pepe sopra gli spaghetti (screen video @corriere.it)

Vorremmo ricordare a Borghese che il lavoro gratuito (e nel nostro Paese esiste in diversi settori) si chiama sfruttamento”, recitavano le scritte appesa ai ponti del quartiere Livornese della Venezia.

Anche nella città della Serenissima troveremo adesso proteste e sit-in contro lo smacco del cuoco? Attendiamo di vedere come reagirà la città lagunare.