Caffè a 2 euro: ci sono delle importanti novità in arrivo

Il caso sta mobilitando l’Italia ormai da diverse settimane e pare che non abbia ancora trovato una soluzione: può davvero un caffè essere pagato di più rispetto alla qualità delle miscela impiegata?

Caffè 2 euro pronti a scendere in piazza
Caffè (Foto Instagram @differentcaffe)

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Abbiamo già parlato del caso del caffè decaffeinato venduto in un bar di Firenze lo scorso 18 maggio nell’articolo “Attenzione al caffè al bar: ecco cosa è successo a un cliente“.

Non si trattava di un bar qualsiasi ma di una nota nota Caffetteria del Capoluogo, tale Ditta Artigianale (in via dei Neri) gestita da Francesco Sanapo (pluri campione di caffetteria), che ha ricevuto una multa da mille euro perché non aver esposto al bancone il prezzo di una tazzina di caffè.

Il prezzo era esposto tramite QR Code, ma il cliente, abituato alla cifra di 1,10 euro non ci ha fatto molto caso e lo ha ordinato, anche se l’amara scoperta lo ha mandato su tutte le furie e ha chiamato i Carabinieri.

Il caffè in questione era di una piantagione messicana del Chiapas, preparato con molta professionalità dai miei baristi”. Sanapo precisa, intervistato dalla stampa locale dopo l’accaduto, convinto anche che “nessuno più si scandalizzi se paga un espresso due euro: è una missione e la porterò avanti a testa alta”.

Quel che oggi sorprende, a distanza di tre settimane, è che moltissimi italiani sono indignati per l’aumento di prezzo del caffè e sono pronti a scendere in piazza se necessario. Come mai questo sfogo per difendere un prezzo calmierato dell’espresso?

Sanzioni e polemiche per la tazzina a due euro: è davvero necessario?

Qual è il prezzo giusto per il caffè? Esiste un’asticella “giusta” per la remunerazione di una tazzina? Il problema risiede nel fatto che il caffè è ancora considerato una commodity, ovvero un bene scambiato sul mercato globale in modo fungibile, come la benzina che è venduta sempre alla stessa qualità a prescindere dal distributore in cui è venduta (cambia solo il prezzo).

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Prezzi lievitati supermercato
Caffè al bar (Foto di Chevanon Photography da Pexels)

Viene però da chiedersi se davvero noi italiani, popolo con io maggior numero di prodotti a Indicazione Geografica e eccellenze gastronomiche, dobbiamo davvero lesinare e arrabbiarci per la messa in commercio di alimenti di qualità superiore che proprio per la loro filiera e lavorazione meritano giustamente un prezzo aumentato rispetto a medesimi prodotti “standard”?

Andrej Godina, PhD in Scienza, tecnologia ed economia dell’industria del caffè, ha spiegato, incredulo riguardo l’accaduto: “Credo che non esista nessun altro prodotto in commercio che al variare della qualità non veda cambiare anche il prezzo“.

La colpa è del fatto che, soprattutto in Italia, il caffè è considerato un prodotto nazional-popolare che non può superare la soglia che ormai la popolazione ha accettato come standard in tutto il Paese.

Poco importa se la qualità è incredibile, se ci sono i costi di gestione non indifferenti che gravitano intorno alla sua produzione come il lavoro di esperti torrefattori, elettricità, attrezzature, affitto, materie prime, tutti pesantemente aumentati negli ultimi mesi.


Scenderanno davvero in piazza per questi “aumenti” più che considerevoli? Staremo a vedere se il Governo prenderà delle misure per salvaguardare il lavoro a monte di tutta la filiera.