Caffè cancerogeno? Negli Usa chiedono un’etichetta come le sigarette

Caffè cancerogeno? Negli Usa chiedono un’etichetta come le sigarette

Presto il caffè potrebbe essere venduto con l’etichetta “Nuoce gravemente alla salute” o “Può provocare il cancro” al pari delle sigarette. E’ quanto richiesto dall’associazione ‘The Council for Education and Research on Toxics’ con un’azione legale in California contro le principali catene di caffe’, tra cui Starbucks e 7-Eleven.

Secondo l’associazione non profit c’e’ un potenziale di rischio a causa dell’esposizione di una sostanza chimica, l’acrilammide, che viene generata durante la torrefazione ad alte temperature. Recenti ricerche sui topi hanno dimostrato che si tratta di una sostanza connessa con lo sviluppo di alcuni tumori, ma non è chiaro se (e in quali quantità) la stessa sostanza possa nuocere anche all’uomo.

Il National Cancer Institute (Nci) inserisce il caffè come una delle maggiori fonti di acrilammide, cosi come lo sono anche le patatine fritte, i salatini, i biscotti, i cracker e diversi altri prodotti. La stessa Nci raccomanda di diminuire il tempo di cottura per ridurre il contenuto di acrilamminde nel cibo, anche le oggi la scienza non è in grado di provare che l’esposizione nel cibo all’acrilammide porti con sè il rischio di cancro. Nel dubbio e in attesa di altre certezze l’associazione ha chiesto e ottenuto che i bevitori di caffè siano messi in guardia su quel che bevono.

L’11 aprile 2018 entrerà in vigore il Regolamento (Ue) 2017/2158, che obbliga cuochi, pasticceri ed industrie a ridurre i livelli di acrilammide nei loro prodotti. Per evitare questa sostanza, infatti, non basta acquistare prodotti biologici o di qualità. Bisogna, invece, intervenire a livello dei processi produttivi.

L’acrilammide è una sostanza che può formarsi, in modo del tutto naturale, durante la cottura dei prodotti amidacei contenenti zucchero e l’amminoacido asparagina, come patate, cereali, caffè, pane, pizza, biscotti e fette biscottate. Si sviluppa quando la cottura avviene a temperature superiori ai 120 gradi, come accade durante la frittura, la cottura al forno e alla griglia.

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