Carne di pollo della Lidl, emerge un particolare incredibile

A denunciare la grave situazione l’Open Wing Alliance, l’alleanza europea che ha lanciato una campagna per chiedere a Lidl di impegnarsi a difesa del benessere dei suoi allevamenti. 

multa polli falciati motozappa aia fornitore
Allevamento intensivo di polli (Canva)

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI DI OGGI:

Solo poche settimane fa davamo notizia della pubblicazione di un report a firma dell’associazione World Animal Protection, in collaborazione con Animal Equality, che denunciava alcuni dei più grandi marchi di fast-food mondiali per via delle pessime condizioni di tutela e benessere con cui tratta i suoi animali allevati per il macello.

Animali usati come carne all’interno poi della catena di approvvigionamento internazionale, che coinvolgono anche il nostro Paese.

Tra questi figuravano in testa Burger King, McDonald’s, Dussmann e Starbucks con un punteggio decisamente basissimo relativamente il rispetto degli animali allevati per la macellazione, che secondo il report, vivono in “ambienti insalubri, affollati e senza luce naturale.

L’89% delle aziende controllate ha ottenuto il punteggio pari a 6 (scarso) mentre nessuna invece un punteggio complessivo di livello 1 (leader), 2 (buono) o addirittura 3 (in fase di sviluppo).

Ora Animal Equality è giunta a noi con un altro report che mette sul piatto della bilancia anche altri colossi della GDO, forte della collaborazione d’intenti con Open Wing Alliance, l’alleanza europea che ha chiesto a gran voce un maggiore impegno per la salvaguardia animale.

Lild, sotto accusa per la mancata adesione all’European Chicken Commitment

Mentre Carrefour e Eataly si sono impegnate da tempo a tutelare il benessere animale aderendo al protocollo European Chicken CommitmentLidl non l’ha ancora fatto (ad eccezione di Lid Francia), portando avanti, anzi, una politica per nulla etica nei confronti dei suoi animali.

PER NON PERDERTI NESSUN AGGIORNAMENTO SEGUICI SUL NOSTRO INSTAGRAM

pollo e patate in padella ricetta
Pollo a pezzi (foto di Vladimir AdobeStock)

Dalle numerose inchieste portate avanti da Animal Equality negli ultimi mesi, si evince che i polli allevati in particolare da Lidl appartengono a razze broiler a rapido accrescimento.

Si tratta quindi di una razza geneticamente selezionata per crescere molto di più in pochi mesi rispetto a quelle che conosciamo e che scorrazzano nei cortili delle fattorie.

Questa condizione li porta a soffrire di una serie di malattie congenite, in primis la miopatia white-stripingche appare evidente con striature biancastre sulle fibre muscolari.

I polli allevati per la loro carne sono stati selezionati geneticamente nel tempo per crescere così in fretta che, nel giro di poche settimane, le zampe e gli organi interni non riescono più a reggere il peso della massa muscolare, rendendo comuni attacchi cardiaci ed insufficienza respiratoria“. Si legge nel report.

Inoltre in molti allevamenti soprattutto del Nord Italia, si possono trovare stipati anche 80mila polli che sono costretti a vivere e morire gli uni sugli altri, anche ammalati e privi di forze. Per non parlare degli ambienti spesso sporchi, in cui le carcasse degli animali non sono portate via, con il rischio di possibili focolai di malattie batteriche per gli altri esemplari inseriti nello stesso recinto.

Gli individui che sopravvivono a questa vita miserabile sono comunque destinati al macello a sole 7 settimane dalla nascita, quando sono di fatto dei pulcini troppo cresciuti“, prosegue la nota.

Il problema, come denuncia Animal Equality, è che questa macabra situazione non riguarda esclusivamente Lidl ma anche moltissimi altri colossi europei del mercato attuale che proprio con gli allevamenti di pollame basano la loro florida economia.

Friggitrice aria Silvercrest 99 euro Lidl offerta
Lidl (Facebook)

Per questo l’associazione chiede a gran voce a Lidl, che da sempre promuove una vendita super conveniente dei prodotti d’allevamento (compreso il pollo), di aderire il prima possibile al protocollo European Chicken Commitment, uniformandosi così alle disposizioni europee in materia di salvaguardia dei polli da macello.