Chi ha il colesterolo alto lo mangia sempre ma fa malissimo, ci vuole attenzione!

Siete sicuri che il miele faccia davvero bene proprio a tutti? Cerchiamo di fare chiarezza e capire chi non lo dovrebbe consumare in abbondanza per non rischiare seri problemi di salute.

Miele e colesterolo fa male per la salute?
Miele e colesterolo (Foto di Comugnero Silvana AdobeStock)

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Il miele è uno dei pochi elementi completamente puri in natura, ovvero non modificati tramite lavorazioni industriali. 100 g di miele forniscono circa a 304 kcal con 0,6 g di proteine, 0 g di grassi, 80,3 g di carboidrati (di cui 80,3 g zuccheri semplici (di facile digestione e assimilabili in tempi rapidi).

Si può dire quindi che questo elemento sia un vero toccasana per la salute umana, merito anche delle vitamine al suo interno come quelle del gruppo B, C, D e E, enzimi provenienti dalle secrezioni ghiandolari delle api. Ma anche oligoelementi (potassio, zolfo, sodio, calcio, fosforo, magnesio, silicio, ferro, rame e manganese), antiossidanti e sostanze antibatteriche.

Questo alimento millenario si trova in centinaia di varietà, ognuna delle quali apporta caratteristiche più marcate rispetto alle altre. Però tutte hanno in comune alcuni aspetti che ora andiamo ad elencare.

Viene da sempre usato per creare unguenti da applicare sulle ferite e sulle piaghe. Ottimo assunto in decotti o latte caldo per combattere disturbi del tratto intestinale come tosse e bronchiti, ulcere gastriche e ai piedi di origine diabetica, ustioni e piaghe.

La sua azione antifunginea permette infatti di creare un ambiente salubre non idoneo alla proliferazione batterica. Aiuta la digestione e l’assorbimento dei cibi consentendo un miglioramento del metabolismo generale.

Assunto infatti tutti i giorni è un toccasana anche per chi è a dieta o vuole rimettersi in forma per detossinare il fegato, e di conseguenza la pelle contrastando la comparsa di brufoli e acne.

Ma invece chi non dovrebbe assumere il miele? Facciamo chiarezza una volta per tutte.

Miele vs Colesterolo, facciamo chiarezza

Forse pochi sanno che il miele contiene circa il 70-80% di zuccheri, in particolar modo da fruttosio, indicato in piccole dosi anche da chi soffre di diabete.

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Colesterolo alto (JEGAS RA da Adobe Stock Photo)

Il fruttosio non solo ha un potere dolcificante superiore allo zucchero raffinato ma è anche una buona fonte naturale di energia pronto uso. Ottima per gli sportivi ma anche per studenti sotto esame, mamme in allattamento o lavoratori esanimi dagli intensi orari in ufficio o fabbrica.

Il 15-20% del miele è composto da acqua, ma contiene anche acidi organici e aminoacidi liberi essenziali per il corretto funzionamento del cuore e di altre funzioni vitali.

Se però vi state chiedendo la correlazione tra miele e colesterolo cattivo LDL dobbiamo fermarvi. Questo alimento superfood fa benissimo a cuore e arterie a differenza di quanto si crede.

Nicki Engeseth, coordinatore e membro dell’università dell’Illinois al congresso annuale dell’American Chemical Society tre anni fa, ha spiegato che il miele è un valido alleato per contrastare l’ipercolesterolemia e controllare le lipoproteine, ovvero le sostanze che trasportano colesterolo, trigliceridi e fosfolipidi nel flusso sanguigno.

Il miele ha tanti antiossidanti quanti ne hanno le verdure a foglia verde come gli spinaci, o la frutta come le mele, le arance o le fragole. Tutte sostanze che in medici nutrizionisti consigliano ai pazienti che devono controllare il colesterolo tramite alimentazione.

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Colesterolo buono vs colesterolo cattivo (adrian_ilie825 da Adobe Stock Photo)

L’unica avvertenza quindi è solo nella quantità giornaliera da assumere per persone in buono stato di salute e senza patologie pregresse che necessitano di essere seguiti da esperti competenti:

Si raccomanda di non superare la dose di 30 g al giorno, pari a circa 2 cucchiaini da caffè, meglio se uniti a tisane e decotti per aiutare la digestione al mattino oppure la sera prima di coricarsi.