Al contadino pagate 1,80 al kg, al supermercato a 18 euro: “Attenti alla truffa”

Il caso in questione lo ha esporto ieri il Corriere con un paginone che mette l’accento sulla crisi economica dilagante legata alla guerra in Ucraina che minaccia il potere di acquisto di molti beni di prima necessità.

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Ciliegie in sacchetto (Foto di congerdesign da Pixabay)

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Lo squilibrio tra i prezzi da fame riconosciuti agli agricoltori e quelli di vendita delle ciliegie Ferrovia diventa un caso“.

E il caso in questione lo ha esporto ieri il Corriere con un paginone che mette l’accento sulla crisi economica dilagante legata alla guerra in Ucraina che ancora molti italiani, purtroppo, non vedono come una minaccia al potere di acquisto di molti beni di prima necessità.

La notizia sembra l’ennesima di quelle che si leggono da sotto l’ombrellone, di quelle che passano dopo 48 ore. Eppure stavolta gli italiani dovrebbero riflettere e capire che acquistare le ciliegie a 18 euro al kg sui banchi rionali di Milano quando nelle campagne pugliesi dove si fa la raccolta vengono pagate 1,80 euro, è una vera assurdità.

Comprare a questi prezzi folli non fa altro che incrementare il lavoro che si svolge in moltissime aziende agricole distribuite a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale e che incentivano un lavoro incapace di svilupparsi e crescere in maniera adeguata rispondendo alla domanda di mercato.

O dove, spesso, anche gli stessi produttori non sanno come trovare ossigeno da una crisi economica che attanaglia ormai moltissimi settori del mercato agricolo e non solo.

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Per arrivare sugli scaffali dei negozi di quartiere e nei mercati rionali sotto casa, le ciliegie in questione fanno un lunghissimi viaggio su strada, che aumenta il prezzo finale per via degli stessi rincari di benzina e gasolio.

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Carabinieri Nas (Foto Instagram @haccpsystemgroup)

La conseguenza diretta ed inesorabile è quindi che il margine di redditività è sempre più basso poiché le spese complessive per i produttori si sono moltiplicate. E gli stagionali agricoli?

Ne ha parlato anche Francesco Rella, produttore pugliese, il quale intervistato da Il Corriere ha raccontato una situazione drammatica per l’intera filiera italiana e la stessa economia nel suo complesso.

Molti commercianti stanno acquistando dall’estero, a discapito delle ciliegie di produzione italiana. L’unico prodotto italiano che viene acquistato è la Ferrovia. I produttori in questo modo sono costretti a lasciare le altre tipologie sulla pianta (…)“.

Aggiunge anche: “Per produrre ciliegie Ferrovia io spendo 30 centesimi al KWh, a luglio 2021 spendevo 6 centesimi. Per compensare questi costi le ciliegie dovrebbero essere pagate almeno 3 euro al chilo, invece riceviamo 1,80 euro. Se parliamo delle altre cultivar poi non superano l’euro”.

 

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Il caso mette in rilievo anche altre situazioni drammatiche. Non solo le ciliegie, il melone spesso arriva a sfiorare i dieci euro al chilo in diverse zone del Paese e anche l’anguria viene venduta a prezzi esagerati, fino ad avvicinarsi ai 5 euro al chilo.

Una situazione che così non può andare avanti, l’agricoltura nel suo complesso sta combattendo una battaglie che da sola, però. fatica a vincere.