Cosa succede ad eliminare i latticini dalla dieta

Cosa succede ad eliminare i latticini dalla dieta

Molto spesso si decide di evitare di consumare latticini perché si pensa erroneamente di avere un’intolleranza al latte. E’ vero che certi alimenti possono arrecare qualche lieve disturbo, ma non deve tradursi in un annientamento dalla tavola di certi prodotti, perché le conseguenze per la salute potrebbero essere ben maggiori. Ma cosa succederebbe al nostro organismo se decidessimo di bandire i lattici da un giorno all’altro?

Innanzitutto  la pelle potrebbe beneficiarne, ma questo vale in particolar modo per i consumatori statunitensi, dal momento che il latte di quel Paese è ricco di ormoni e può causare la formazione di brufoli e punti neri. In Italia il latte dovrebbe essere privo di ormoni e di conseguenza i rischi per la pelle dovrebbero essere quasi nulli.

Un’altra conseguenza  dell’eliminazione dei lattici dalla nostra dieta potrebbe essere una riduzione del mal di testa, spesso dovuto alla tiramina. Il rovescio della medaglia è però una possibile carenza di vitamina B2, che è contenuta proprio nei latticini.

L’assenza di latticini potrebbe provocare un abbassamento delle difese immunitarie a causa della carenza di vitamina B12, utile all’organismo per contrastare batteri e infezioni. Inoltre i latticini sono una componente fondamentale di una sana alimentazione, perché contengono nutrienti essenziali quali calcio e vitamina D.

Anche chi presenta intolleranze al lattosio può trarre qualche giovamento dall’eliminazione dei latticini, a cominciare da una migliore funzionalità digestiva e una riduzione della sensazione di gonfiore. Ma in rari casi può accadere il contrario: l’eliminazione dei latticini potrebbe avere come conseguenza un senso di gonfiore. Infine la rinuncia ai latticini arrecherebbe una sensibile diminuzione dei batteri buoni e dei probiotici contenuti nei prodotti caseari con conseguenti ripercussioni negative sull’intestino, rendendolo pigro,  provocando un indebolimento del sistema immunitario e in certi casi migrazione di batteri patogeni in altri distretti (es. infezioni urinarie e/o vaginali).

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