Covid, l’appello di Bottura a Conte: “Così i ristoranti moriranno”

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Massimo Bottura ( Photo Facebook)

Un lungo, accorato e condiviso appello quello di Massimo Bottura nei confronti del premier Giuseppe Conte. Lo chef modenese si rivolge al capo del Governo e interviene sulla questione ristoranti in tempo di Covid.

Coronavirus ristoranti Milano
Covid, ristoranti in ginocchio dopo l’ultimo DPCM

Massimo Bottura è sceso direttamente in campo, a fianco dei suoi colleghi ristoratori e imprenditori del settore enogastronomico, e lo ha fatto con una lettera aperta indirizzata al premier Giuseppe Conte. Il giorno dopo il decreto del Governo che vieta ai ristoranti di rimanere aperti dopo le ore 18:00 ecco che lo chef modenese ha deciso di intervenire personalmente per spiegare a Conte, e al Governo, come questa iniziativa non solo non servirà per contrastare il Covid, ma sarà forse decisiva per sancire la morte di molti ristoranti e attività. Massimo Bottura è lo chef italiano più famoso all’estero, vincitore per due volte del prestigioso World 50 Best Restaurant e detentore da anni delle tre stelle Michelin presso la sua Osteria Francescana a Modena. Il nome simbolo della cucina italiana, insomma, è sceso in campo per sostenere il suo settore di riferimento.

Covid e ristoranti, Bottura prende la parola

Massimo Bottura nel suo lungo intervento ha spiegato l’importanza del mondo ristorativo a livello economico, ma anche culturale e sociale, italiano. Molti ristoranti, come anche il suo Osteria Francescana, sono alla base di un incremento del turismo enogastronomico in tante parti d’Italia. Con i provvedimenti in vigore dopo l’ultimo DPCM molti ristoranti potrebbero essere destinati a chiudere per sempre. Ecco quindi che lo chef emiliano sollecita e suggerisce cinque interventi fondamentali, a cominciare dalla chiusura dei locali almeno alle 23.
Abbiamo chiuso a marzo e ci avete chiesto di riaprire dopo tre mesi rispettando le regole. L’abbiamo fatto. In tantissimi si sono indebitati per mettersi in regola” scrive Bottura, che poi continua così nel suo intervento “Serve un segnale che ci riporti fiducia. Ora si rischia la depressione”. È direttamente lo chef poi ad avanzare delle proposte al premier Conte, le seguenti:
1) Della chiusura serale almeno alle 23.00
2) Di liquidità in parametro ai fatturati.
3) Della cassa integrazione almeno fino alla stabilizzazione del turismo europeo.
4) Della decontribuzione 2021 visto che per il 2020 abbiamo già adempito in pieno.
5) Dell’abbassamento dell’aliquota iva al 4% per il prossimo anno.
Basterà questa lettera dello chef italiano più famoso al mondo per modificare i provvedimenti presi per il mondo della ristorazione?