Cuoco muore a 51 anni ma non può essere cremato: “È fuori misura”

La tragica storia di Marco è stata raccontata dalla moglie Nadia Gasparini che ha messo nero su bianco cosa l’uomo ha dovuto sopportare anche una volta morto.

Marco Manganotti muore 180 chili "fuori misura" funerale
Marco Manganotti (Facebook)

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Pochi giorni fa ci ha lasciato l’ennesimo chef italiano stavolta per complicanze legate ad una malattia inespugnabile e le sue condizioni precarie di salute pregresse che hanno complicato il processo si guarigione.

Marco Manganotti è morto il 25 giugno scorso per un cancro al colon. Il cuoco di 51 anni era sovrappeso, 180 chili che negli anni gli avevano causato il diabete, l’ipertensione, fino all’insufficienza renale.

Ma questo non gli aveva impedito di vivere la sua vita, di lavorare in cucina e di stare con la sua Nadia Gasparini che lavora a Castagnaro come assistente scolastica.

L’amore che ho per lui è immenso. Non ti devi vergognare per il tuo peso, gliel’ho sempre detto. Certo non immaginavo che anche la morte ci avrebbe messi di fronte a questa diversità“, dice commossa la signora intervistato da Repubblica.

Succede però che Marco Manganotti muore e, improvvisamente, i familiari si trovano di fronte a fare i conti con una serie di porte sbarrate per l’organizzazione del suo funerale.

Un solo tipo di bara, niente loculi, niente cremazione perchè “fuori misura”. La scelta per lui è stata quella ovvia di inserirlo a terra, molto distante dai loculi dei genitori che tanto aveva amato.

Marco discriminato anche da morto, la reazione della compagna Nadia

Marco voleva essere inserito in un loculo accanto ai genitori ma anche questo non è stato possibile, per via delle misure standard dei loculi. Ci hanno detto che perfino la bocca del forno crematorio era troppo piccola e che non ci sarebbe entrato. Allora io dico: tutto questo non è ammissibile“, spiega sempre Nadia.

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Funerali (Foto di New Africa AdobeStock)

Peccato che, come spiega Luciano Taffo, titolare dell’impresa funebre divenuta famosa su Instagram per le campagne pubblicitarie e gli slogan sui social network, ci comuni si muovono solo sulla scala dell’ordinario.

Purtroppo in Italia riserviamo tutte le attenzioni sulla nascita ma la morte non viene considerata. Come ci sono i campi per le persone che non hanno un reddito, i cimiteri dovrebbero dotarsi di loculi per persone obese. Oppure bisognerebbe dare la possibilità di costruirsi un manufatto, per collocare una bara di particolari misure (…)“.

Nadia non ce l’ha fatta a tenere per sé tutta la sua frustrazione e si è riversata su Facebook per raccontare come sono andate per cose per l’amato compagno con cui era insieme da 8 anni.

Sui social sono state migliaia le persone che le hanno scritto anche solo un pensiero di cordoglio ed un abbraccio virtuale per cercare si superare al meglio questa straziante situazione che ha dell’inverosimile oltre che del tragi-comico.