Disturbi alimentari: i primi sintomi possono comparire nell’infanzia

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I bambini che mangiano troppo o troppo poco possono essere più a rischio di disturbi alimentari quando diventano adolescenti. Uno studio ha scoperto che le abitudini alimentari “non salutari” nelle prime fasi della vita sono legate sia all’anoressia che alle abbuffate durante l’adolescenza, in particolare tra le ragazze.

I bambini che mostrano livelli elevati e persistenti di scarsa alimentazione potrebbero avere un maggior rischio di sviluppare anoressia nervosa. E i bambini che mangiano troppo in modo persistente hanno un rischio maggiore di abbuffarsi durante l’adolescenza. Circa 1,25 milioni di persone nel Regno Unito hanno un disturbo alimentare, come l’anoressia o la bulimia o o l’obesità.

I ricercatori hanno ritenuto che i disturbi alimentari infantili sono stati generalmente studiati nel contesto dell’obesità, mentre altre condizioni hanno ricevuto poca attenzione. I risultati hanno rivelato che i ragazzini che mangiano troppo durante l’infanzia avevano il 6% in più di probabilità di abbuffarsi nella tarda adolescenza.

L’anoressia è stata definita come una ridotta assunzione di cibo per raggiungere la perdita di peso, nonché la paura di ingrassare. I bambini che mangiavano poco o rofiutavano il cibo, avevano il 2% in più di probabilità di essere anoressici a 16 anni. Rifiutare il cibo può essere “stressante” per i genitori, il che può far sì che facciano pressioni sul bambino per mangiare di più o che offra delizie “per allettarlo”. Tuttavia, la pressione dei genitori a mangiare è stata collegata a “preoccupazioni relative al peso e alla forma” nella vita futura.

I risultati suggeriscono che identificare i bambini con comportamenti alimentari specifici potrebbe essere un approccio promettente per un intervento mirato, per prevenire la progressione verso disturbi alimentari e disordini alimentari nell’adolescenza. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per districare i fattori di rischio biologico, comportamentale e ambientale, al fine di migliorare i risultati sanitari per bambini e adolescenti.