Esperti in allarme: “Basta mangiare carne, ci restano solo 27 anni”

L’allarme degli esperti sulla sopravvivenza umana, bisognerebbe abolire la carne ma non è detto che basti. Ecco cosa fare per frenare la crisi mondiale sul cibo.

Popolazione mondiale rischia estinzione dieta animale
Allevamento bovino (Foto di RitaE Pixabay)

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Se fino a qualche anno fa sembrava una possibilità remota e molto lontana, oggi quella di non riuscire a sopravvivere alla mancanza di cibo è un dato quasi certo. Gli esperti lanciano l’allarme: il mondo rischia di rimanere senza cibo in meno di 30 anni.

Pare infatti che dalle ultime analisi socio demografiche e con le previsioni di crescita dei prossimi decenni, la popolazione globale potrebbe essere troppo numerosa per ricevere la giusta quantità di cibo per restare in vita a lungo.

Questa crisi ambientale che avanza non sorretta da corrette politiche mondiali di sostegno, rischiano di far collassare il sistema che ha ancora poco tempo per adottare uno stile sostenibile e green e cambiare la frenetica corsa in atto.

Come spiega Il Mattino, a prova della crisi è il dato oggettivo che “solo in Africa quest’anno 20milioni di persone rischiano di morire di fame”.

Davanti a questa notizia sono in molti a chiedersi se sensibilizzare il singolo consumatore/cittadino per adottare una dieta vegetariana e uno stile di vita più ecosostenibile (puntato al risparmio) possa essere la soluzione che potrà cambiare questa nefasta condizione.

Ecco cosa dicono gli esperti e quello che ci dobbiamo attendere per il prossimo futuro.

Perché il mondo rischia di restare senza cibo? Esiste una soluzione?

Crisi climatiche e politiche agricole mai davvero allineate all’evolversi della crisi agroalimentare globale che dagli anni ’80 ha iniziato inesorabilmente a collassare sotto il peso dell’aumento della popolazione globale.

Spesa di frutta e verdura come risparmiare
Spesa di frutta e verdura (Foto di Anna Tarazevich da Pexels)

27 anni e 250 giorni (a partire da domenica 25 aprile 2022) è la data di collasso finale per l’umanità, questa la data fatta trapelare dai massimi esperti del settore. Per poter soddisfare l’attuale fabbisogno “sarebbe necessario avere due pianeti Terra”, si legge nella dichiarazione.

Secondo il sociobiologo Edward Wilson “Il limite del numero di persone che la Terra può nutrire è fissato a 10 miliardi al massimo assoluto. Non c’è margine di manovra“.

Ad innescare questa catastrofica impasse come dicevamo, le limitate risorse della terra e lo spreco alimentare sempre maggiore che non tiene conto della spartizione equa delle materie prime sul pianeta. Le politiche agricole inoltre non hanno saputo regolarizzare la situazione fino ad oggi con la conseguente concatenazione di terribili capovolgimenti globali.

Forse l’unica soluzione sarebbe adottare una dieta più vegetariana per un uso più consapevole dell’energia e delle risorse mondiali. Secondo quanto riportato invece dal Messaggero, che ha interpellato i massimi esperti del momento, la situazione sembra inarrestabile se non si cambiano le attuali abitudini alimentari:

Il mondo potrebbe nutrire una popolazione molto più grande se non mangiassimo carne, perché la produzione di carne richiede più energia di qualsiasi altro cibo. Per esempio, ci vuole 75 volte più energia per produrre carne che mais.

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Azienda agricola (Foto di freestocks.org da Pexels)

La produzione di carne, a differenza di quella del mais, richiede 75 volte più energia, aspetto che dovrebbe far riflettere molto sull’attuale dieta adottata. Servono dunque non singoli cambiamenti dei cittadini ma politiche agricole che coordinino a livello globale per programmare l’efficienza energetica da qui ai prossimi anni.