Famoso ristorante nei guai frequentato da tutti: “C’è grande preoccupazione”

Sequestrati 80 kg di carne in un’attività di ristorazione del Centro Italia dopo dei controlli accurati del Nas. Massima avvertenza per i consumatori. 

Ristorante chiuso carne non a norma Centro Italia
Controlli dei Nas (Foto di Massimo Todaro Adobe Stock)

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Sembra essere stato un fine settimana molto attivo per il gruppo Carabinieri che nell’ambito di un servizio di controllo territoriale di routine si è visto costretto a ritirare circa 80 chilogrammi di carne in cattivo stato di conservazione.

Questa infatti non era ritenuta idonea dal punto di vista alimentare quindi è stata sequestrata senza possibilità di replica da parte di un esercizio commerciale specializzato in menù a base di carne del Centro Italia.

Subito dopo è stata chiusa sia la cucina che l’attività di ristorazione messa a disposizione di ulteriori approfondimenti dell’autorità giudiziaria con una sanzione amministrativa ingente vista la gravità di quanto riscontrato.

Con il supporto del Nucleo Antisofisticazione e Sanità hanno svolto un controllo approfondito nelle attività commerciale della zona, apportando in particolare in quella appena citata importanti carenze in materia igienico-sanitaria.

Sequestrati 80 kg di carne, controlli a raffica anche in altre zone d’Italia

Il valore della merce sequestrata – poi distrutta proprio per motivi igienici – era pari a 1.600 euro mentre al titolare del locale è stata contestata una sanzione amministrativa di 2.000 euro.

Cuocere carne morbida trucco
Carne congelata (Foto di qwartm da Adobe Stock)

Al momento il fatto è stato comunicato all’autorità giudiziaria che ora dovrà indagare su eventuali responsabilità penali vista la  somministrazione di cibo deteriorato al pubblico.

Sembra che però questo non si stato il solo fatto legato ai sequestri alimentari degli ultimi giorni. Nei giorni scorsi il Nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia Costiera di Manfredonia ha portato a termine un’impegnativa attività finalizzata al rispetto dell’ecosistema marino e costiero.

Da queste analisi accurate si è vista costretta a porre i sigilli in un allevamento di anguille in quanto lo scarico non era autorizzato, così sono scattate una multa salata di 2.000 euro ed il sequestro nei pesci.

Addetto controllo qualità
Addetto controllo qualità (Foto di hedgehog94 AdobeStock)

Foggia Today riporta che l’impianto non era a norma e gli scarichi non rispettavano i “limiti biologici, fisici e chimici stabiliti dalla legge nonché le eventuali prescrizioni a tutela della specifica matrice ambientale“.

Tutto questo perchè al momento l’anguilla è considerata specie a rischio estinzione sia nella legislazione comunitaria che italiana dove è registrata come “in pericolo critico” dalla lista rossa.