Gli italiani consumano troppo sale: il limite è 5 grammi

Gli italiani consumano troppo sale: il limite è 5 grammi

Gli italiani si rivelano grandi consumatori di sale ma con gravi rischi per la salute. L’Oms ha fissato a 5 grammi il limite giornaliero, ma nel nostro Paese si consuma quasi il doppio, aumentando il rischio di ipertensione, problemi cardiovascolari, ictus, tumori, malattie renali e osteoporosi.

Secondo un’analisi condotta da Sky Tg 24 ogni italiano consuma in media quasi 10 grammi di sale al dì. Rispettare il limite dei 5 grammi non è per nulla semplice. Basti pensare che una semplice colazione a base di latte e cereali contiene già mezzo grammo di sale, mentre 80 grammi di prosciutto crudo ne contiene 3,3 grammi, per non parlare degli snack e dei spuntini confezionati che sono solitamente molto salati (basti pensare ad una busta di patatine).

I cibi che contengono elevate quantità di sale sono i prodotti da forno, i formaggi stagionati, i salumi, i gelati, vari tipi di dolce. Il sale è ricco di sodio, una sostanza che tende ad aumentare i livelli di pressione arteriosa, rivelandosi quindi pericoloso per chi già soffre di ipertensione. Una valida soluzione potrebbe essere optare per il sale iodato.

Solo il 5% degli uomini e il 15% delle donne riesce a rimanere sotto i livelli suggeriti dall’Oms. Secondo studi scientifici se si riducesse il consumo di sale nel mondo da 10 a 5 grammi al giorno, si avrebbe un calo del 23% del rischio di ictus, pari a 1,2 milioni di morti, e del 17% per le malattie cardiovascolari, pari a 3 milioni di morti. Anche le persone ipertese mangiano troppo salato (10,1 grammi gli uomini e 8,1 grammi le donne), così come i bambini tra i 6 e 18 anni, con 7,4 grammi al giorno tra i ragazzi e 6,7 tra le ragazze. Allo stesso tempo i medici sconsigliano di bandire il consumo di sale da tavola perché  bassi livelli di sodio nel sangue promuovono il declino cognitivo nelle persone anziane sane, oltre ad un aumentato rischio di deficit di attenzione, di cadute, di fratture, ma anche problemi cardiaci e morte prematura.

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