Guerra in Ucraina, in vista aumenti vertiginosi per il cibo. Caro-pasta fino al +30%

L’incremento delle materie prime energetiche impatta sui trasporti dei generi alimentari di prima necessità, ecco cosa sta succedendo all’economia mondiale. Rischiamo una nuova corsa a farina e carta igienica?

Scaffali vuoti del supermercato
Scaffali vuoti del supermercato (Foto di WeStarMoney da Pexels)

Lo scoppio della guerra in Ucraina ai danni delle truppe di Mosca ha gettato nel panico non solo la popolazione ma in poche ore ha massacrato enormemente anche l’economia europea e mondiale.

Dopo il caro-benzina e il caro-bollette (si parla già di un +58% di rincaro dei gas nello ultime ore), ora il conflitto rischia di avere ripercussioni anche sui generi alimentari di prima necessità. Gli esperti azzardano a stimare che solo la pasta potrebbe arrivare a costare quasi il +30% rispetto alle scorse settimane. Assoutenti è allarmata, parla infatti di aumenti a catena si tutta la filiera alimentare con aumenti a due cifre in alcuni casi.

Questo è dovuto all’incremento dei prezzi delle materie prime energetiche che si ripercuote anche sui trasporti di tutti i beni di consumo, food e wine senza esclusioni di colpi.

Potrebbe quindi esserci un aumento esponenziale dei prezzi sugli scaffali dei supermercati già dalla prossima settimana. I listini sono a rischio da Nord a Sud, senza parlare della scarsità dei generi (già pesantemente dimezzata dalla crisi sanitaria) e ora anche dalla guerra e gli embarghi imposti che probabilmente impediranno la circolazione delle merci.

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Assoutenti sul piede di guerra: “Rischiamo di non farcela”

A parlare per denunciare questa gravissima situazione che sembra essere ormai un dato di fatto anche il presidente di Assoutenti Furio Truzzi:

Dalla pasta al pane, passando per bollette, benzina, oro, alluminio, la crisi russo-ucraina rischia di avere effetti pesantissimi sia per i consumatori che per l’industria italiana”.

Pasta come cucinarla
Pasta (Foto di Oleg Magni da Pexels)

Già nelle ultime ore il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam è schizzato a 125 euro (MWh), con i future saliti ad un massimo del +41%; il petrolio ha superato i 103 dollari al barile segnando un +7%, l’alluminio ha raggiunto una quotazione record di 3.382 dollari/tonnellata, superiore ai livelli della crisi finanziaria del 2008″.

Ciò ha fatto sì che i prezzi del grano siano aumentati del +5,7% in un solo giorno mentre il mais segna un +5,5%, ai massimi da 33 mesi, e la soia un +2,87%.

Cosa rischiamo in questo modo? I mesi post-Covid avevano portato con loro un aumento diffuso dei prezzi complessivi, ma ora la tensione tra Russia e Ucraina potrebbe far sì che questi schizzino al rialzo con impennate inimmaginabili

L’aumento dei prezzi al dettaglio di una serie di beni di consumo era già in atto, in seguito alle dinamiche economiche post-Covid. Ora, con le tensioni tra Russia e Ucraina, i costi potrebbero schizzare al rialzo.

La pasta in questo modo potrebbe arrivare a costare il +30% in più rispetto allo scorso anno“, prosegue Truzzi. Ricordiamo che il pane, rincarato del +3,7% lo scorso mese, potrebbe subire aumenti del +10%, con ricadute a catena su biscotti, prodotti da forno e derivati.

Mangiare la pasta tutti i giorni fa male?
Pasta appena impiattata ( foto di ayindeabdulmajeed44 da Pixabay)

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Inoltre preoccupa molti la questione della penuria dei rifornimenti. Ci troveremo presto nella stessa situazione vissuta durante il primo lockdown in cui gli scaffali dei supermercati erano perennemente vuoti e si faticava a trovare moltissimi prodotto alimentari e non solo? Per avere una risposta bisognerà attendere i prossimi giorni.