Il Wasabi Cura Il Cancro Al Pancreas E Disintossica

Il Wasabi Cura Il Cancro Al Pancreas E Disintossica
LA PREPARAZIONE

La Wasabia japonica, conosciuta anche con il nome di wasani, è una pianta originaria del Giappone dalla cui radice si ottiene una salsa piccante molto utilizzata nella cucina nipponica. Secondo recenti studi condotti a Taiwan il wasabi aiuterebbe a combattere ed eliminare le cellule tumorali al pancreas, a disintossicare il fegato, combattere germi, proteggere le arterie, riequilibrare la flora batterica e pulire i denti.

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Il tumore al pancreas è uno dei più aggressivi in assoluto, a causa delle difficoltà nel fare una diagnosi precoce e la speranza di sopravvivenza è molto bassa anche dopo trattamenti aggressivi. Il pancreas è un organo poco conosciuto perché fino a poco tempo fa era difficile vederlo attraverso i comuni esami clinici.

Le cellule staminali tumorali sono fattori determinanti per la resistenza al trattamento con cure tradizionali e sono presenti in molti tumori maligni. Mentre la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia rimuovo apparentemente la massa tumorale, le cellule staminali del cancro possono continuare ad aumentare di numero facendo riapparire il tumore in una forma ancora più aggressiva.

Il wasabi sarebbe invece in grado di ridurre la popolazione delle cellule staminali tumorali, grazie alla presenza di sostanze fitochimiche chiamate isotiocianati che combattono il cancro in modo naturale.

Oltre ad avere proprietà antitumorali il wasabi è un antibatterico naturale e aiuta a difendersi contro le intossicazioni alimentari (specie se si mangia pesce crudo), può prevenire l’ulcera e difende la salute orale inibendo la crescita dei batteri.

Il wasabi è anche un ottimo antinfiammatorio e aiuta a prevenire infarti e ictus grazie alla sua capacità di sfavorire l’aggregazione delle piastrine nel sangue che potrebbero creare pericolosi coaguli. Infine il wasani ha un forte potere disintossicante, in particolar modo per il fegato, aiutando a rimuovere le sostanze tossiche che si vanno ad adagiare nei tessuti grassi del fegato.

 

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