Intossicati in Campania, “Non c’era mandragora negli spinaci ma…”. L’Istituto Zooprofilattico avverte

L’avvelenamento alimentare è confermato ma non è stato dovuto a mandragora piuttosto ad un’altra pianta tossica. Ecco che cosa è emerso dalle ultime indagini dell’Istituto zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Ospedale Pozzuoli intossicato stramonio
Ospedale Pozzuoli (Facebook)

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Il 7 ottobre davamo la notizia allarmante che tre famiglie di Pozzuoli, Napoli, erano state ricoverate in ospedale per una grave intossicazione alimentare a seguito della consumazione della mandragora.

10 persone in tutto, di cui una anche in prognosi riservata. “Forse, per sbaglio, la mandragora è finita al centro di verdure, vendute sfuse, come gli spinaci e gli ignari cittadini l’hanno mangiata”, si leggeva nella nota Ansa.

Nelle ultime ore però l’Istituto zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ha svolto più approfondite analisi sulle persone intossicate e ha espresso il suo parere negativo riguardo al presenza di mandragora nel cibo che hanno assunto.

Non sarebbe stata infatti la mandragora, ma lo stramonio, a portare le 11 persone in ospedale pochi giorni fa!

Come spiegavamo, la mandragora (o mandragola) è una pianta erbacea perenne senza gambo le cui foglie hanno una forma ovato-lanceolata, sono di colore verde scuro e possiedono un odore sgradevole portate al naso.

Lo stramonio, invece, fa parte della famiglia delle Solanaceae, genere Datura, di cui ricordiamo anche la melanzana, pomodoro, peperone e patata.

Viene chiamata anche “erba del diavolo” o “erba delle streghe” per via della sua incredibile tossicità una volta assunta. Di solito cresce spontanea nei terreni incolti oppure come infestante nei campi coltivati.

Ha un fiore bianco con sfumature violacee, molto bello da vedere ma mortale se mangiato innavvertitamente.

Campania, Istituto Zooprofilattico: “Spinaci contaminati da stramonio”

Di questa possibilità ne ha parlato ieri Antonio Limone, direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, nel corso della sua audizione presso l’Osservatorio Regionale Sicurezza Alimentare della Commissione Regionale Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse Comunitarie e Statali per lo Sviluppo tenuta presso il Centro Direzionale di Napoli.

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Ospedale Pozzuoli intossicato stramonio
Stramonio (Pixabay)

Limone ai microfoni di Tgr Campania ha così spiegato la situazione emersa dalle analisi sui ricoverati a Pozzuoli:

Probabilmente una presenza di foglie di stramonio è finita negli spinaci e ha intossicato le persone. Pensiamo a questo per due motivi, la maggiore concentrazione di tossina nel vegetale, dovuta alla temperatura a fuoco elevato, e la mancanza d’acqua, perché sono verdure molto tossiche“.

Lo stramonio è una pianta altamente velenosa per via dell’importante concentrazione degli alcaloidi, in particolare la scopolamina, presenti soprattutto nei semi.

Un’intossicazione di stramonio comune può dar luogo a gravi conseguenze. Dalle allucinazioni si arriva a deliri, convulsioni, disturbi gravi della vista, coma per anossia cerebrale. Nei casi più gravi si può finanche morire (coltivazionebiologica.it).

Il direttore ha anche fatto sapere che le analisi dei Nas hanno portato a dire che di trattasse di una partita di spinaci contaminati provenienti da Avezzano, in Abruzzo, “probabilmente da una coltura a campo aperto“.

Le forze dell’ordine si sono impegnate per tracciare in maniera precisa la filiera istituzionale al fine di isolarne la partita e ricostruire la sua catena distributiva prima di arrivare al consumatore.

13enne muove shock anafilattico panino salame
Ospedale sala degenza (Pexels)

Ha terminato poi dando una rassicurazione ai presenti e ai cittadini: “Per quanto riguarda il nostro Istituto, provvederemo a pubblicare sul sito internet le immagini delle più comuni piante che possano essere responsabili di avvelenamenti“.