Gli italiani non mangiano più questi cibi tradizionali: il motivo è incredibile

Il Covid e la crisi economica hanno cambiato le abitudini degli italiani: si mangia più spesso in casa e i piatti si fanno più “poveri” senza quei cibi tradizionali a cui eravamo abituati un tempo. 

Abitudini italiani a tavola crisi economica
Abitudini italiani a tavola (Pinterest)

La pandemia mondiale e la recente crisi economica hanno cambiato le abitudini alimentari degli italiani. Sempre più spesso a ristoranti e pizzerie, si preferisce mangiare a casa anche se si tratta di ospitare più persone.

Convivialità dunque, che si fa intorno al tavolo e con buon cibo. Sì perché non si presentano più agli ospiti piatti preparati in poco tempo e poco elaborati. Si cercano ricette a base di prodotti particolari e diversi dal solito per concedere e concedersi almeno una gioia culinaria.

Cambia allora il carrello della spesa, che si fa più “povero” senza alcuni cibi tradizionali a cui eravamo abituati un tempo. A rivelarlo un nuovo studio di Ismea, l’Istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare e l’ultimo report “Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre” realizzato dalla Coldiretti insieme al Cencis.

A cosa stanno rinunciando gli italiani? La classifica del Censis

Il rapporto di Ismea parla di “Una nuova socialità in tempo di Covid che si traduce in una convivialità ‘cibo-centrica’ più casalinga”. Tornano invece alla ribalta i prodotti freschi sfusi, che segnano un +1,3%, mentre calano i confezionati. Si tratta di un carrello della spesa più leggero in termini di volume, ma con una maggiore presenza di prodotti DOP, IGP e biologici.

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ricetta pesce
Salmone in crosta (Foto di Demid AdobeStock)

Confermano una crescita positiva i frutti ritenuti salutari come avocado, appunto, ma anche mirtilli (+39%), mandorle e in generale si mantiene vivo l’interesse per la frutta secca in guscio che rappresenta il 12% del comparto.

Nei 9 mesi di Covid si p visto un calo nella vendita di burro, uova e farina, ingredienti che nel primo lockdown del 2020 erano andati a ruba e con i quali gli italiani si erano cimentati in cucina. E durante la crisi economica che invece stiamo vivendo ora? Ce lo dice il Censis:

Con l’inflazione che ha colpito duramente i prezzi dei beni alimentari al consumo, il 47% degli italiani è stato costretto a tagliare le quantità di cibo acquistato ma se si considera la fascia di popolazione a basso reddito, la percentuale sale addirittura al 60%, mentre per i redditi alti si scende al 24%.

Accanto a chi è stato costretto a mettere meno cibo nel carrello per far quadrare i bilanci familiari, c’è poi un 37% di italiani che ha preferito risparmiare sulla qualità (il 46% nel caso dei bassi redditi, ma appena il 22% per quelli alti)“.

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Abbasso quindi ad alcolici, dolci e salumi in primis, seguiti poi da carne, pesce fresco, frutta e verdura fresca.

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Formaggi e salumi (foto di TSViPhoto da AdobeStock)

Cambiano, infine, anche le abitudini degli italiani in merito soprattutto dello smart-working che sta diventando una realtà sempre più applicata per diverse aziende, oltre che una necessità in alcuni casi, e che contribuisce a tenere alti i consumi alimentari penalizzando quelli fuori casa.