Gli italiani sono i più bravi ma quello che accade nel mondo è vergognoso

L’Osservatorio è chiaro, a livello globale lo spreco alimentare è molto elevato, ciò genera ripercussioni negative sul fronte etico, economico, ambientale e della salute.

Italia Paese più virtuoso sprechi alimentari 2022
Made in Italy (Foto di ulleo Pixabay)

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La guerra in Ucraina sta sconvolgendo tutto il mondo senza distinzione di razze e genere, e anche tutti i settori dell’economia mondiale devono trovare una nuova quadra ora che la stabilità economica ha lasciato il posto a una situazione sempre più precaria.

Precaria dal punto di vista umano ma anche delle risorse mai così importanti come oggi. Ha parlato di salvaguardia del settore agroalimentare l’ultimo Osservatorio Waste Watcher pubblicato pochi giorni fa che ha fatto un bilancio della situazione italiana e non solo sul tema degli sprechi alimentari.

Mai come oggi parlare di sprechi in tempo i crisi e guerra è una vera assurdità, soprattutto visto che i razionamenti sono ingenti viste le sanzioni economiche che stanno mettendo sul mercato sempre meno prodotti.

L’Osservatorio è chiaro, a livello globale lo spreco alimentare è molto elevato, ciò genera ripercussioni negative sul fronte etico, economico, ambientale e della salute. L’Italia però sta registrando un primato su tutti, vediamo di che si tratta.

Italia Paese virtuoso verso gli sprechi alimentari, ma si può fare meglio

I dati dell’Osservatorio Waste Watcher International con i dati integrati della Campagna Spreco Zero spiegano che l’Italia getta nel bidone della spazzatura “soli” 31 kg pro-capite gettati ogni anno. Sembrano numeri colossali ma si tratta pur sempre di 1/3 in meno rispetto agli Stati Uniti.

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Azienda agricola (Foto di freestocks.org da Pexels)

Tra i Paesi del G8 l’Italia è al primo posto fra quelli più virtuosi con meno sprechi a tavola, non dobbiamo chiudere gli occhi davanti alla spazzatura che si potrebbe evitare per amore dell’ambiante sempre più massacrato e privato di risorse.

Non dimentichiamo che per la coltivazione di piante e l’allevamento del bestiame ogni anno sono migliaia le tonnellate di cibo prodotto e l’acqua usata nelle irrigazioni, oltre all’uso di pesticidi, diserbanti e prodotti indotti nell’agricoltura sempre più massiva.

Il sistema va cambiato a livello del singolo perchè poi abbia anche sane ripercussioni a livello globale. Ricordiamo, sempre analizzando il Rapporto, che nel mondo all’anno lo spreco di cibo si attesta intorno ai 121 chilogrammi a persona. 

I russi si attestano sui 672 g settimanali, gli spagnoli a 836 g, gli inglesi a 949 g, i tedeschi con 1.081 g, i canadesi con 1.144 g di spreco e come fanalino di coda gli americani con 1.453 grammi di cibo settimanali.

Il primo lockdown avrebbe dovuto insegnarci ad essere più parsimoniosi anche negli acquisiti, aspetto che ha cambiato le abitudini di moltissimi italiani come dimostrano i dati appena menzionati.

Dopo la recente emergenza Covid, 4 italiani su 10 hanno cambiato il loro stile alimentare e 6 italiani su 10 hanno dichiarato di privilegiare un regime nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea basata su prodotti freschi, legumi, frutta e verdura ma anche proteine magre e grassi insaturi.

L’Agenzia europea per la Sicurezza alimentare con sede a Parma però lancia l’allarme sul controllo delle etichette e l’attenzione alla sicurezza del cibo intesa come prevenzione dei rischi sanitari.

Qualità e sostenibilità del cibo sono temi attualissimi, visti i cambiamenti climatici indotti dall’uomo e visto che con l’aumento dei prezzi dei cereali dovuto alla guerra in Ucraina si moltiplicano i tentativi di abbassare gli standard qualitativi dei prodotti agricoli d’importazione“.

Spesa di frutta e verdura come risparmiare
Spesa di frutta e verdura (Foto di Anna Tarazevich da Pexels)

Leggere sempre le istruzione e assicurarsi la provenienza del prodotto che si sta per consumare è uno dei passi per cambiare le nostre abitudini a tavola, dando la preferenza al km 0 e la stagionalità, senza eccedere nella quantità che poi andrebbe gettata via allo scoccare della data di scadenza riportata.