Kellogg’s, l’incredibile sentenza. Vedremo scomparire i cereali dalle nostre tavole?

Per il tribunale il 54,7% dei cereali oggi venduti da Kellogg’s nel Regno Unito sarà classificato come alimento non sano secondo la nuova normativa.

Kellogg's (Foto di Tobias Arhelger AdobeStock)
Kellogg’s (Foto di Tobias Arhelger AdobeStock)

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Nel Regno Unito la British Heart Foundation (BHF) ha esortato il Governo a tassare anche livelli elevati di sale negli alimenti (e di conseguenza le aziende indisciplinate).

Si tratta di un modo ingegnoso con cui la BHF spererebbe si ridurre l’alto tasso di infarti e ictus di cui soffrono moltissimi inglesi, da sempre abituati a mangiare grandi quantità di sale nel cibo.

La Gran Bretagna però sta correndo ai ripari su più fronti, non solo sul sale ma anche sullo zucchero “ingannevole” inserito dalle aziende nella stragrande maggioranza dei prodotti alimentari in commercio.

La sugar tax però non lascia nulla a caso ed ha colpito anche la multinazionale americana amatissima anche in Italia, ovvero Kellogg’s, che nonostante si sia arrampicata maldestramente sugli specchi, ha perso al recente causa in tribunale e dovrà pagare a caro prezzo la sua scelta di mercato.

Kellogg’s addio? Arriva la sentenza choc

Infatti gli avvocati del colosso in aprile avevano infatti cercato di sostenere che, “siccome i cereali sono mangiati sempre con il latte, il bilancio finale dal punto di vista della salute non sarebbe negativo“.

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Latte e cereali per colazione
Latte e cereali per colazione (andreas160578 da Pixabay)

Hanno anche provato a sostenere che il peso di prodotto su cui calcolare la quantità di zuccheri, sale e grassi secondo loro dovrebbe essere quello umido, ottenuto considerando anche il latte o lo yogurt, e non solo quello secco.

Il giudice però non ne ha voluto sapere, precisando che la presenza del latte non compensa il contenuto di zucchero, sale o grassi. Anzi, per il tribunale il 54,7% dei cereali oggi venduti da Kellogg’s nel Regno Unito sarà classificato come alimento non sano secondo la nuova normativa.

L’entrata in vigore della legge, prevista per il prossimo ottobre, è ormai già stilata alla perfezione e prevede forti limitazioni nella promozione di alimentiad alto contenuto di grassi, sale e zucchero” (HFSS) nei supermercati, con discriminazioni anche pubblicitarie e promozionali di tutte quelle aziende che non si adegueranno il prima possibile.

Oltre alle spese legali, Kellogg’s perderà nei prossimi mesi almeno 113 milioni di sterline all’anno in vendite stimando che le vendite complessive dei loro prodotti caleranno di 2.500 tonnellate ogni anno, pari a circa 5 milioni di sterline di profitti in meno.

Chris Silcock, amministratore delegato di Kellogg’s UK, ha affermato che la società è rimasta delusa dal verdetto ma “la Kellogg’s ha già dichiarato che non farà ricorso“.

Riguardo invece il mercato italiano nessuna preoccupazione al momento, l’azienda non ha ancora annunciato nessuna misura anche in vista del via libera che il Ministero della Salute le ha conferito.

 

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Inoltre va sottolineato che Kellogg’s Italia ha un quantitativo di zuccheri aggiunti nettamente inferiori rispetto a quelli inglesi motivo per cui i nostro consumatori possono dormire sogni e colazioni tranquille.