La dieta del supermetabolismo, dimagrire in 4 settimane

La dieta del supermetabolismo, dimagrire in 4 settimane

La dieta del supermetabolismo è stata stilata dalla nutrizionista americana Haylie Pomroy che qualche anno fa ha scritto un libro diffuso anche in Italia. Questo regime alimentare pare sia stato seguito da molte celebrità e abbia il potere di svegliare il nostro metabolismo affinchè bruci in autonomia i grassi accumulatisi nel nostro organismo.

L’obiettivo principale di questa dieta è quello di far funzionare bene il metabolismo, permettergli di bruciare correttamente le calorie che vengono mangiate e sfruttare quindi al meglio i cibi che si mangiano. Per riattivare ed accelerare il metabolismo sopraggiungono alcuni alimenti bruciagrassi, una costante attività fisica e una saggia scelta della qualità dei cibi scelti.

La dieta del supermetabolismo dura solo 4 settimane e si suddivide in tre diverse fasi che devono essere seguite scrupolosamente. Nella prima fase che dura solo due giorni si dovranno mangiare carboidrati complessi e zuccheri della frutta, in grado di combattere lo stress. La seconda fase della dieta del supermetabolismo è quella proteica e anche questa dura due giorni. In questi due giorni si mangiano alimenti proteici come carni magre, pesce e insaccati magri associati con grandi quantità di verdure. La fase 3 prevede l’utilizzo di tutti gli alimenti concessi dalla dieta e dura tre giorni.

La dieta del supermetabolismo prevede alcune regole basilari da cui non si può sfuggire: si deve mangiare 5 volte al giorno; bisogna mangiare ogni 3 o 4 ore in modo da tenere attivo il metabolismo; consumare la prima colazione entro i primi 30 minuti dal vostro risveglio, o il vostro metabolismo non avrà nulla da bruciare; bere almeno due litri di acqua al giorno; fare attività fisica

Adesso vediamo cosa si deve e cosa non si può mangiare. Dite addio a latticini, agli zuccheri raffinati e dolcificanti sintetici. Come dolcificante potete utilizzare la stevia. Addio anche ad alcolici, caffè, frutta secca e marmellate, mais e soia. Via libera, invece, a riso, orzo, miglio e quinoa.

 

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