Latte, quale tipologia scegliere per la nostra alimentazione: ad ognuno il suo

Il latte è da sempre un punto interrogativo per la dieta umana e ogni sua varietà va selezionata con ragione e criterio: ecco tutti i consigli per assumerlo nel migliore dei modi senza stare male.

Latte quale tipologie scegliere alimentazione
Latte a colazione (Foto di Tima Miroshnichenko da Pexels)

Ognuno di noi assume ogni giorno quantità più o meno elevate di latte e derivati sotto forma di formaggi, panna, yogurt e gelati. I medici sono però contradditori sul reale benessere che questo alimento ha nello sviluppo umano dopo la pubertà, opinioni spesso che gettano nel panico i consumatori sempre più indecisi sul da farsi.

Senso di gonfiore e mal di stomaco. Questi gli effetti che spingono molti a dire addio al latte, in particole in età adulta in cui è più difficile digerirne gli enzimi rispetto a quando si era piccoli

Esiste però un criterio di scelta in questo alimento così prezioso per noi (fermenti lattici essenziali e caseina) ma che potrebbe rivelarsi pericoloso se assunto secondo parametri non conformi alla nostra dieta o a possibili allergie e intolleranze.

Latte scremato, parzialmente scremato, intero, in polvere, UHT, senza lattosio, la scelta è lunga. Cerchiamo di fare chiarezza su questo punto per avere il quadro più nitido in testa.

Diverse tipologie di latte sul mercato, quale scegliere e perchè

Esistono diverse tipologie di latte animale (mucca, capra, pecora, asina,…) e sul mercato può essere venduto come intero, parzialmente scremato e scremato. Sapete la differenza?

Latte quale tipologie scegliere alimentazione
Caffè macchiato al bar (Foto di Ketut Subiyanto da Pexels)
  • Latte scremato con contiene più dello 0,5% di grasso dell’intero prodotto.
  • Parzialmente scremato contiene tra l’1% e l’1,8% dell’intero prodotto (quindi parliamo già di più del doppio rispetto a quello scremato).
  • Latte intero contiene il 3,5% di grasso dell’intero prodotto.

Questa bevanda si differenzia anche in base al trattamento stabilizzante che subisce, che può essere termico ma può essere anche una microfiltrazione o una riduzione del contenuto idrico.

Ciò significa che in commercio possono anche esserci latti con processi di produzione molto diversi proprio in base a questa fase di produzione industriale prima dell’imbottigliamento.

  • Latte crudo: si tratta del latte appena munto l’animale che per legge non può essere venduto nei supermercati per una questione di sicurezza alimentare ma invece solo direttamente dal produttore.
  • Trattato termicamente: questo si differenzia e varia a sua volta in latte trattato termicamente a 57-58°C per 15 secondi, pastorizzato 71,7 °C per almeno 15 secondi e pastorizzato ad alta temperatura 85°C per 1-4 sec.
  • Fresco pastorizzato: deve avere una percentuale delle proteine del siero non inferiore al 14% del totale e trattato termicamente entro 48 ore dalla mungitura.
  • Fresco pastorizzato di alta qualità: ha un contenuto in siero proteine non inferiore al 15,5% del totale e una percentuale di grassi non inferiori al 3,5%.
  • Sterilizzato: subisce un trattamento fra i 100 e i 150 gradi centigradi, questo serve a distruggere la carica batterica ed è anche il motivo per cui ha una conservazione più lunga. Le sue proprietà organolettiche sono anche meno accentuate e i profumi e gli odori del pascolo quasi assenti.
  • Sterilizzato UHT: (ultra hight temperature) a lunga conservazione, presenta un tempo di vita di 90 giorni.
  • Microfiltrato: viene prima microfiltrato e poi subisce un ulteriore trattamento termico. In questo modo il latte possiede una carica batterica inferiore e può quindi avere una shelf-life più duratura.
  • Con ridotto contenuto in acqua: lo si trova come parzialmente disidratato (prevede una parziale eliminazione dell’acqua) può essere con o senza aggiunta di zuccheri, e totalmente disidratato, in questo caso il prodotto è solido o meglio in polvere a cui va aggiunta poi l’acqua (come quello delle macchinette).
  • Senza lattosio: in questo caso viene privato del suo zucchero (Lattosio) che viene scisso in Glucosio e Galattosio, per renderlo più digeribile da parte di chi è intollerante al Lattosio.

 

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Quale scegliere dunque? Quello che vi darà meno problemi alimentari, previa consultazione del proprio medico curante ed una visita specialistica da un nutrizionista che vi sottoporrà a tutti gli accertamenti del caso.