Lievito di birra, quante tipologie ne esistono? Fulvio Marino svela tutti i trucchi del mestiere

Esistono tre diversi lieviti di birra, ognuno si conserva e si attiva in maniera diversa. Li sai distinguere tutti? Fulvio Marino ci racconta le caratteristiche tecniche di ognuno.

Fulvio Marino panettiere Rai 1
Fulvio Marino (Instagram)

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Lo chef Fulvio Marino è uno dei volti noti del programma di cucina targato Rai 1 “È sempre mezzogiorno”, dove ogni giorno propone ricette golose e davvero facili per tutti i telespettatori collegati proprio all’ora di pranzo.

Il giovane panettiere è attivissimo sui social e non passa giorno in cui lui non comunichi con la sua nutrita Fanpage rivelando consigli preziosi per realizzare dei lievitati da veri campioni.

Qualche settimana fa ci ha rivelato qual è il suo segreto speciale per fare le bolle nella pizza e nel pane, un trucco che il nativo di Cossano Belbo, in provincia di Cuneo, ha condiviso con estremo piacere proprio per dare a tutti le basi per replicare fedelmente le sue ricette.

Dopo i primi rudimenti sulle bolle, è passato oggi a parlare di lievito di birra. Sapete che ne esistono varie tipologie in natura? Vediamo come conservarle e attivarle in poche semplici mosse.

Lievito di birra, lo conosci davvero? Ce lo racconta Fulvio Marino

Il lievito di birra fondamentalmente è solo uno ma ne esistono diverse tipologie che sono usate però in maniera diversa a seconda della funzione d’uso. “Esistono tre diversi lieviti di birra, ognuno si conserva e si attiva in maniera diversa“, esordisce il panettiere.

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1. LIEVITO DI BIRRA FRESCO

È quello che si compra al banco frigo e che ha anche una data di scadenza più ravvicinata, ovvero tra i 5 ed i 20 giorni. Per questo anche a casa va conservato al fresco.

2. LIEVITO DI BIRRA SECCO ATTIVO

Questo lievito va attivato nell’acquae solo successivamente poi inserito nella farina.

3. LIEVITO DI BIRRA SECCO ISTANTANEO

L’ultimo invece come dice la parola stessa, lo si può mettere in maniera diretta nella farina senza doverlo attivare nell’acqua come fase precedente.

Come usare quindi questi lieviti a seconda della ricetta? Innanzitutto, deve essere riportato che tipo di lievito è più indicato, poi si deve procedere come segue.

Se nel lievito fresco usiamo 12 g, in quello secco attivo dimezziamo le dosi (1:2 rispetto al fresco) e in quello secco istantaneo riduciamo di tre volte (1:3 rispetto la dose del fresco).

Cambia solo la quantità residua di acqua all’interno del lievito. Infatti il rapporto di acqua è diverso ma il risultato pressoché identico alla fine!

 

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“Ora che conosci i segreti per utilizzare il lievito di birra” – termina Marino nel post di accompagnamento al video – “fammi sapere nei commenti quale utilizzerai per la tua prossima pizza!”.

E se ne vuoi passare al prossimo STEP nel mio nuovo libro ‘Pizza per Tutti’ disponibile in libreria e online, troverai tantissimi altri trucchetti per la tua pizza davvero incredibile!”. Pronti per iniziare a sfornare pizze, focacce e pane fragrante?