Lo sapevi che anche l’acqua scade? Ecco tutto quello che devi sapere. Fai attenzione!

Forse tra tutti i prodotti acquistati è quello verso cui si ha meno attenzione all’argomento ma anche l’acqua in bottiglia ha una data di scadenza. Serve leggere molto bene l’etichetta!

Acqua in bottiglia data di scadenza etichetta
Acqua in bottiglia (Foto di Hans Braxmeier da Pixabay)

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I medici consigliano di bere almeno 2 litri al giorno soprattutto ora che le temperatura si sono alzate a dismisura con l’arrivo dell’estate. Quindi ora la domanda arriva spontanea: cosa scegliere una volta giunti alla corsie delle bibite del supermercato?

Altroconsumo ci è venuto ancora una volta in aiuto e ha stilato una classifica nazionale molto accurata che potrebbe essere d’aiuto a moltissimi consumatori.

Non solo ha analizzato quelle minerali naturali ma anche le frizzanti, e sono stati valutati diversi aspetti complessivi, tra cui la completezza delle informazioni in etichetta, il contenuto di sali minerali, di metalli e di contaminanti, nonché la presenza di odori anomali al momento dell’apertura delle bottiglie.

Relativamente al primo punto, ovvero le informazioni in etichetta, forse in molti non si sono mai accorti che esiste sempre stampata anche la data di scadenza dell’acqua.

Tra i vari prodotti in commercio forse è quello a cui prestiamo sempre meno attenzione, ma è un dato da considerare sempre quando la compriamo e poi dobbiamo consumarla a casa.

Molti pensano che l’acqua non abbia scadenza, ma potrebbe essere molto pericoloso non prestare attenzione a questa informazione chiave! Ecco perchè.

L’acqua in bottiglia ha una data di scadenza? Come leggere l’etichetta

L’acqua in bottiglia presenta una data di scadenza stampata sulla confezione di plastica o vetro, a volte invece anche sull’etichetta. Questa si aggira generalmente tra 1 e 3 anni dal momento dell’imbottigliamento e può variare a seconda del materiale (plastica o vetro) messo in commercio.

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Bottiglie di plastica
Bottiglia di plastica (foto da AdobeStock di Sergey Ryzhov)

Sulle confezioni (quindi sul tappo, sull’etichetta o sulla plastica/vetro) si legge “Da consumarsi preferibilmente entro” e la data (mese e anno) entro cui sarebbe bene consumare quell’acqua.

Si tratta però del TMC, ovvero del Termine Minimo di Conservazione, non di una data di scadenza categorica che invece leggiamo se ci troviamo do fronte ad un “Da consumarsi entro.

A scadere non è tanto l’acqua in sè ma piuttosto il materiale dentro cui è racchiusa, quindi plastica o vetro, che può diventare nocivo per la salute umana.

Diversi studi hanno dimostrato infatti che dal tappo possono migrare nell’acqua sostanze chimiche come l’antimonio e il bisfenolo A (BFA) che nel tempo possono contaminarla e renderla pericolosissima. Innescando pesanti reazioni allergiche al sistema immunitario, per la salute dell’intestino ma anche per la funzionalità respiratoria.

Anche le alte temperature potrebbero accentuare il problema del rilascio di sostanze dalla plastica all’acqua.

Quindi è indispensabile sempre leggere l’etichetta e soprattutto in caso di plastica PET riciclata mantenere le bottiglie in luoghi freschi e riparati, meglio una cantina, dove i raggi del sole non arrivano e la sicurezza del materiale è preservata fino al suo consumo domestico.

Acqua in bottiglia data di scadenza etichetta
Tenere in mano una bottiglia d’acqua (Foto di Darko Djurin da Pixabay)

L’alternativa ecologica che però sempre più consumatori stanno facendo (per fortuna molti anche in Italia), è quella di acquistare un depuratore dell’acqua oppure un frigorifero con l’erogazione incorporata per una massima ottimizzazione ambientale. Addio alla plastica e a pesi inutili al supermercato.