Lysteria in un famoso marchio di cibi pronti: cos’è e quali danni per la salute

Un nuovo avviso di richiamo di prodotti alimentari è stato appena annunciato dal Ministero della Salute attraverso il suo portale dedicato. Nel mirino un prodotto molto amato.

Lysteria
Lysteria (Foto di jarun011 AdobeStock)

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Si tratta di uno dei prodotti più amati della tradizione culinaria italiana, soprattutto di Lombardia e Piemonte, ma che negli anni Ottanta-Novanta era tra i più gettonati in lungo e largo lungo la penisola.

Un nuovo ritiro precauzionale urgente è stato poche ore fa pubblicato sul sito del Ministero della Salute, nel portale che si occupa di segnalazioni di possibili ritiri e avvisi sulla sicurezza alimentare.

Nello specifico si tratta di un lotto di vitello tonnato per il quale è stato riscontrato un possibile rischio microbiologico per i consumatori a causa di una contaminazione della carne.

La nota riporta nel dettaglio “possibile presenza di Lystria Monocytogenes“. Il prodotto interessato è il Vitel Tonnè prodotto dalla ditta GASTRONOMIA SOMASCA Srl nel proprio stabilimento attivo in via Brescia 42, a Desio, in provincia di Monza Brianza.

Il lotto richiamato è il numero 1513 con data di scadenza al 28/05/2022, venduto in vaschette termosaldate da 200 grammi ciascuna.

Come da prassi, il lotto è già stato ritirato dai negozi ma in caso di acquisto pregresso, il consiglio del Ministero è sempre lo stesso. Non consumarlo assolutamente e riportarlo nel punto vendita più vicino per il cambio merce immediato, anche senza scontrino fiscale come previsto dalla legge.

Lysteria, cos’è e che danni può avere per la salute umana

La listeria è un batterio aerobico facoltativo (resiste cioè sia in presenza che in assenza di ossigeno) appartenente alla categoria dei bacilli. Si tratta di un batterio molto resistente, è infatti tossinfettivo anche per l’essere umano oltre che per gli animali.

Scaffali del supermercato
Scaffali del supermercato (Foto di phpetrunina14 AdobeStock)

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Si conoscono 6 tipi di listeria: listeria monocytogenes, listeria innocua, listeria seeligeri, listeria welshimeri, listeria ivanovii e listeria grayi. L’Istituto superiore di Sanità ha ribadito più volte che può contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti.

Può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0,4° a 45° C, e tende a persistere nell’ambiente, quindi e essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati.

Nello specifico la Listeria monocytogenes è un batterio presente nel suolo, sull’acqua e nelle piante e può arrivare a contaminare diversi alimenti, tra cui latte, verdura, formaggi molli, pesce, carni poco cotte.

Sono più a rischio neonati, donne incinta e le persone che hanno superato i sessant’anni, oppure quelle che soffrono di patologie gravi immuno-debilitanti o soffrono di immunodeficienze che li rendono più vulnerabili.

Si tratta di un batterio molto insidioso perchè non dà sintomatologie gastroenteriche rilevanti ma piuttosto meno evidenti come la meningite purulenta o infezioni intrauterine o fetali.

Queste sono molto pericolose per il bambino in grembo (si parla addirittura di un tasso del 20-30% di mortalità del feto in questi casi).

 

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Questo batterio ha un tempo di incubazione molto lungo che va dai 3 giorni fino ai 70. Per debellarla si consiglia di cucinare e arrostire l’alimento fino al cuore raggiungendo una temperatura di almeno 70° C.

L’altro consiglio è quelli di adottare dei periodici provvedimenti di disinfezione degliambienti di produzione, strumenti di lavoro, mani e frigoriferi, nonché di frutta e verdura.