Mandorle, la migliore frutta secca per il tuo intestino: ecco perché

Un nuovo studio epidemiologico suggerisce che il consumo costante di mandorle può essere associato ad un migliore stato di benessere intestinale (ma non solo).

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Barattolo di mandorle (foto da pexels di antoni-shkraba)

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La frutta secca è un alimento chiave nella nostra alimentazione e il suo consumo giornaliero è raccomandato per mantenere uno stile di vita sano, attivo e in perfetto funzionamento.

Noci, mandorle, arachidi, pistacchi, pinoli, con una lista lunghissima che annovera molti prodotti in giro per il mondo. Ricca di nutrienti, acidi grassi essenziali e proteine vegetali, ha proprietà cardioprotettive, anticancerogene, antinfiammatorie e antiossidanti.

Non male per chi fa sport, per le mamme in gravidanza, per la crescita corretta dei bambini, per chi soffre di malattie al cuore oppure vuole dare uno sprint ad un metabolismo lento, agli anziani per trovare quella vitalità ormai in declino.

Abbiamo già visto come gli anacardi, in particolare siano ottimi da consumare nel caso di ansia e stress. I ricercatori hanno scoperto che la tendenza alla depressione diminuisce del 26% per i consumatori di anacardi e dell’8% per i consumatori di altri tipi di frutta secca, rispetto a quelli che non consumano affatto la frutta a guscio.

E le mandorle invece? I ricercatori del King’s College di Londra in un ultimo studio hanno valutato l’impatto delle mandorle sulla composizione dei microbi intestinali. Vediamo subito di che cosa parla nel dettaglio.

Mandorle migliori alleate dell’intestino, ecco perchè

Le linee guida dell’OMS e sempre più medici al mondo sono unanimi nel comunicare ai loro pazienti che mangiare frutta secca è indispensabile per un corretto stile di vita. Se non sai quanta mangiarne ti rimandiamo all’articolo “A quanto corrispondono 30 grammi di frutta secca al giorno?“.

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Mandorle, la migliore frutta secca per il tuo intestino: ecco perché
Benessere intestinale (@farmaciascalese.it)

Come anticipavamo, lo studio del King’s College di Londra spiega nel dettaglio come mangiare 30 g di mandorle al giorno aumenterebbe significativamente produzione di butirrato, un acido grasso (a catena corta) che stimola la salute dell’intestino.

E ormai è noto a tutti che l’intestino è il nostro secondo cervello e che se funziona bene questo di conseguenza vengono debellate anche moltissime altre patologie a catena.

I ricercatori del King’s College di Londra hanno reclutato 87 adulti sani, divisi però tra chi faceva spuntini a base di fibra alimentare e chi invece solo con junk food. Ai primi è stato raccomandato di introdurre solo mandorle (intere o tritate pari a 56 g al giorno) mentre ai secondi solo muffin.

Al termine della 4 settimane di analisi si è evinto che il butirrato era significativamente più alto tra i consumatori di mandorle rispetto a quelli che mangiavano muffin.

Questa sostanza è indispensabile per la formazione delle cellule che rivestono il colon, quindi ideali per la proliferazione dei microbi intestinali.

Il test ha quindi dimostrati che mangiare mandorle migliorava la dieta delle persone, questo perchè introducevano maggiori porzioni di acidi grassi monoinsaturi, fibre, potassio, tutti indicati per limitare la stitichezza e favorire la corretta evaquazione ed il transito intestinale.

Frolla mele e mandorle ricetta della nonna merenda dei piccoli
Frolla mele e mandorle (Foto di ffolas da Adobe Stock)

Kevin Whelan, PhD, RD, Professor of Dietetics del King’s College London ed autore dello studio ha così commentato il traguardo raggiunto:

(…) Riteniamo che questi risultati suggeriscano che il consumo di mandorle possa giovare al metabolismo batterico in un modo che ha il potenziale per influenzare la salute umana (…)“.