Maxi sequestro di pesce per gravi carenze igienico strutturali, il blitz nella notte. Cosa rischiamo

Carabinieri Nas sequestrano alimenti e deferiscono in stato di libertà il rappresentante legale di due stabilimenti balneari siciliani. Tutti i dettagli del caso.

Sequestro pesce Nas Reggio Calabria dettagli
Sequestro pesce Nas Reggio Calabria (Foto @strettpweb.com)

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Nuovo maxi sequestro nelle giornate di Ferragosto da parte dei Carabinieri dei Nas stavolta a conclusione di una mirata attività info-investigativa che ha portato allo stato di libertà il rappresentante legale di due stabilimenti balneari i Reggio Calabria.

Questi infatti avrebbe detenuto 1,3 kg di alimenti in cattivo stato di conservazione.

Sembra che da quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, il Nas di Reggio Calabria e la Stazione Carabinieri di Scilla abbiano avviato l’indagine dopo un’attenta osservazione proprio delle pietanze servite in loco negli stabilimenti che a loro avviso non erano preparati nelle cucine dei ristoranti incriminati.

Si sono infatti accorti che il cibo, specialmente il pesce, era trasportato nel portabagagli di autovetture, procedura assolutamente vietata viste le alte temperature di questo periodo.

 Scilla, sequestrati 1,3 kg di pesce non idoneo alla vendita

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che gli alimenti venivano preparati e conservati in un capannone nei pressi dello svincolo autostradale, ove si decideva di intervenire unitamente ai Carabinieri del Nas di Reggio Calabria“. Si legge sempre nel quotidiano.

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Carabinieri Nas maxi sequestro alimenti Emilia e Lazio dettagli
Carabinieri Nas (Foto Instagram @haccpsystemgroup)

Qui infatti sono stati rinvenuti un laboratorio ed una cucina per la produzione di pietanze, il tutto ovviamente senza autorizzazioni imposte dalla legge e con gravi carenze igienico strutturali.

Dentro i pozzetti congelatori i militari hanno trovato “oltre una tonnellata di prodotti ittici (pesce spada e calamari) e preparati di pesce e di verdure (involtini di pesce spada, parmigiana, insalata di polipo) e prodotti da forno, in gran parte congelati e senza le indicazioni o etichettature sulla provenienza”.

Il cattivo stato di conservazione del pesce è stato accertato anche dal Dipartimento di prevenzione dell’ASP di Reggio Calabria – SIAN, SVET e Sanità e Igiene Pubblica.

Questo ha riscontrato in alcuni casi anche una inusuale proliferazione batterica dovuta alle alte temperature e l’assenza di adeguate norme igieniche per la messa in sicurezza del cibo.

I Nas hanno riscontrato che vista l’essenza di un abbattitore il pesce ed i preparati che lo contenevano venivano congelati, poi decongelati e cotti ed ancora congelati e stipati per essere poi consumati dai turisti vacanzieri dei bar dei due lidi.

Un serio pericolo per la loro salute che avrebbe potuto dare esiti ancora peggiori se non fosse stato chiuso questo sistema di smaltimento del pesce.

Addetto controllo qualità
Addetto controllo qualità (Foto di hedgehog94 AdobeStock)

Il pesce è stato prontamente distrutto da parte di una ditta specializzata. Mentre per il responsabile legale dei lidi balneari oltre il deferimento in stato di libertà sono state elevate sanzioni per un importo complessivo di 6.000 euro. Oltre l’immediata sospensione dell’attività di cucina e del deposito rinvenuto dai Nas.