Maxi sequestro di salumi, consumatori truffati: massima attenzione all’etichetta

In un salumificio con sede a Trento sono state rinvenuta 7 tonnellate di carni suine lavorate di dubbia provenienza. Multa salatissima per il titolare. 

Salumi insaccati bloccati Trento dettagli Nas
Salumi insaccati (Foto di marcoderrigo AdobeStock)

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La notizia è stata comunicata poche ore fa con una nota dal comando provinciale dell’Arma e a catena anche dall’ANSA e dai principali quotidiani della regione, da Il Dolomiti, a La Voce del NordEst, fino a Giornale Trentino.

Si tratta nello specifico di un maxi sequestro che ha coinvolto una nota azienda trentina (di cui però non è stato comunicato il nominativo per questioni di privacy commerciale) all’interno di controlli di routine dei Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Parma, impegnati nella prevenzione e repressione delle frodi sulla qualità dei prodotti agroalimentari.

La squadra nei giorni scorsi ha infatti ispezionato un salumificio con sede a Trento trovando oltre 7 tonnellate di carni suine lavorate di dubbia provenienza.

Il tutto per un valore complessivo di circa 59mila euro di merce, una delle operazioni più grosse svolte nella città degli ultimi mesi. Entriamo però nel dettaglio e capiamo cosa rischia oggi il titolare.

Trento, salumi senza etichetta: consumatori a rischio?

Nella nota ufficiale emessa dai Carabinieri del RTA di Parma si legge che tutti i salami in questione sono stati sequestrati in attesa di maggiori riscontri e accertamenti anche se con buona probabilità (ndr.) verranno distrutti.

Ristorante chiuso carne non a norma Centro Italia
Controlli dei Nas (Foto di Massimo Todaro Adobe Stock)

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Il motivo risiede nel fatto che sempre i militari hanno contestato la mancata etichettatura dei prodotti al titolare della ditta, comminandogli una sanzione amministrativa di 1.000 euro.

Si tratta di una contraffazione tra le più gravi perchè non fornisce ai consumatori finali la possibilità di apprendere notizia importantissime in termini di filiera di produzione, stabilimento di origine, data di immissione sul mercato e scadenza prevista, conservazione e ingredienti, nonché indicatori energetici dell’insaccato.

Nessun allarmismo però, è stato trovato solo una partita di insaccati privi di etichettatura che è stata prontamente bloccata, il restante lavorato dell’azienda rispecchia la normativa vigente e non c’è quindi pericolo per la salute dei consumatori.

 

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Ricordiamo, come recita anche la nota pubblicata, che il Reparto speciale di Parma:

sviluppa la propria azione di contrasto alle frodi agroalimentari attraverso attività ispettive, che intervengono nelle varie fasi della produzione agroalimentare. Da quella primaria, passando per la trasformazione e distribuzione, fino al momento precedente alla scelta operata dal consumatore“. Una sorta di angeli custodi del settore agroalimentare italiano a cui affidare la propria sicurezza a tavola.