Maxi sequestro di tonno, consumatori in pericolo: “Rischio gravi infezioni”

L’ultimo sequestro ha coinvolto 1.500 chili di tonno pronti per essere messi sul mercato ma trovati in condizioni igieniche pessime non idonee alla vendita. 

Brescia sequestrati 1.500 chili tonno dettagli
Pescheria (Foto di Ikhlas_Sabilly Pixabay)

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La notizia si riferisce all’ennesimo sequestro nel mercato ittico italiano avvenuto ieri, stavolta però nel bresciano dove la Guardia di Finanza di Brescia durante un controllo di routine delle merci trasportate su strada, ha prima individuato e poi sequestrato un ingente carico di pescato prossimo alla vendita sul mercato nazionale.

Il sequestro si è reso necessario per le pessime condizioni igieniche di trasporto e conservazione del pesce condotte dall’autista dell’autocarro. Gli oltre 1.500 chili di tonno trovato erano disposti alla rinfusa e direttamente a contatto con il pianale dell’autotreno.

Mancavano inoltre non solo i contenitori/celle per la refrigerazione (il pesce era tenuto “al fresco” solo con del ghiaccio in scaglie non sufficiente per una tale operazione di trasporto), ma anche senza etichettatura parlante e le indicazioni relative la tracciabilità del tonno.

Brescia, ritirati 1.500 chili di tonno. Pericolo massimo

Si è svolto quindi un accurato lavoro di squadra tra le Fiamme Gialle che hanno prima disposto il sequestro del carico e l’Ats Brescia Dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale, che ha operato di conseguenza come prevede la normativa europea.

Addetto controllo qualità
Addetto controllo qualità (Foto di hedgehog94 AdobeStock)

Ats ha infatti constatato una evidente violazione dei “Regolamenti europei sulla sicurezza e sull’igiene dei prodotti destinati all’alimentazione” tale per cui era necessaria la distruzione del pesce. Al conducente del mezzo sono state riconosciute violazioni amministrative per un valore di 2.500 euro.

Ricordiamo ai consumatori che devono sempre prestare massima attenzione sia alla provenienza che alla tracciabilità di quanto acquistato.

Queste devono avere evidenziata e presente un’etichettatura “parlante” che descriva dettagliatamente non solo la zona di provenienza ma anche il termine ultimo di consumazione, ingredienti e composizione, calorie e modo di preparazione. Ovviamente scritto in modo comprensibile e nella lingua del Paese in cui il prodotto è venduto.

La tracciabilità nello specifico descrive le varie tappe che percorre un prodotto da un punto di origine fino alla casa del cliente finale. Questa la si deduce tramite un sistemi per l’identificazione e codifica delle merci (e dei lotti) tramite l’integrazione delle informazioni tra tutti gli attori della logistica.

 

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In casi di violazioni riscontrate o etichettatura non chiara, rivolgetevi sempre allo sportello consumatori oppure alla Guardia di Finanza della provincia per maggiori chiarimenti in merito.