Milano, storica pasticceria meneghina chiude dopo 51 anni

Un altro locale storico di Milano abbassa definitivamente la saracinesca, era stato il primo ad entrare nella Guida Michelin. Una perdita immensa per la città.

Pasticceria Supino chiude dopo 51 anni Milano
Pasticceria Supino (Foto Instagram @memamemamema)

Il giorno di Natale per molti milanese non è stato un giorno felice, hanno infatti visto abbassarsi per l’ultima volta le saracinesche della pasticceria Supino, la prima sotto la Madonnina a entrare nella storica guida Michelin ben 51 anni fa.

Un’attività gestita con tanto amore da moglie e marito che in via Cesare da Sesto hanno portato avanti il loro amore per la pasticceria sempre in sordina. Hanno lavorato sempre però con estrema professionalità tanto da attirare all’interno non turisti di passaggio ma solo clienti affezionati e cari amici di una vita.

Piersilvio Berlusconi riceve un no secco, anche lui non ha potuto assaggiare il dolce tipico di Supino

Proprio a questi, vuole la tradizione, erano indirizzati i cannoncini alla crema (grandi come un mignolo) e non ai forestieri che invece avevano a disposizione solo pasticcini più comuni.

Pasticceria Supino chiude dopo 51 anni Milano
Titolare pasticceria Supino (Foto Instagram @pierotecchio)

Insegne minimal e nulla di appariscente che invitasse ad entrare eppure dentro il profumo inebriava la sala e raccontava una storia fatta di sacrificio e sudore.

I proprietari, si racconta, vietarono i famosi cannoncini alla crema anche ad un personaggio illustre come Piersilvio Berlusconi, nonché amministratore delegato di Mediaset e figlio dell’ex presidente del Consiglio.

Questi dopo aver insistito ripetutamente per avere un vassoio di questa eccellenza ha dovuto arrendere davanti a un no categorico. Era stato consigliato dall’attrice e comica Angela Finocchiaro che li aveva assaggiati, ma nonostante questo per lui non ci fu nulla da fare.

 

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Il figlio di Berlusconi però non è stato il solo a ricevere una porta in faccia, come lui tanti milanesi non sono mai riusciti ad assaggiare il piccolo capolavoro di Supino. E ora anche i pochi eletti si vedranno privati di questa bontà.