Nutri-Score, a rischio 10 formaggi Dop italiani. Consorzi e produttori sul piede di guerra

Il “semaforo del cibo” mette a rischio la nostra produzione di formaggi Dop a Indicazione Geografica certificata, economia a rischio per un settore tra i più sviluppati del Paese. 

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Nutri-Score (Ralf AdobeStock)

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Forse in queste settimane la nostra economia non fosse sufficientemente tartassata dalla guerra tra Ucraina e Russia. Serviva anche una nuova ammonizione da parte di Nutri-Score, il “semaforo del cibo” nato per etichettare gli alimenti considerati “pericolosi” per la salute umana.

Una recente indagine di Ipsos per l’Osservatorio Waste Watcher International, su un campione di 7 mila cittadini di Stati Uniti, Russia, Canada, Regno Unito, Germania, Spagna e Itali spiega infatti che:

per 3 consumatori su 4 le informazioni nutrizionali in etichetta possono influenzare le scelte nel carrello e 4 su 10 cambierebbero i consumi in ragione dei colori apposti sulle etichette (quelle dettate da Nutriscore).

A 30 anni esatti dalla nascita del marchio Dop, l’etichetta a semaforo sui formaggi certificati italiani rischia di far sparire dalle tavole tanti piatti simboli del Made in Italy conosciuti e amati in tutto il mondo.

Nel mirino eccellenze che hanno fatto grande l’Italia come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Fontina, Mozzarella di Bufala Campana, Pecorino Romano, Gorgonzola, Montasio, Provolone e Asiago.

Secondo il sistema il blocco, con la lettera D e il colore arancione, boccia i nostri prodotti in base a un unico quantitativo di riferimento (100 grammi) senza considerare la porzione.

Per semplificare: non importa se si mangia una fettina sottile di formaggio, l’indicazione (e quindi il cartellino) non tiene conto di quantità, distribuzione dei pasti, abbinamenti, proprietà nutrizionali.

L’allarme è stato lanciato da Afidop, l’Associazione dei Formaggi Italiani Dop, con i Consorzi di Tutela. Questi nei giorni scorsi hanno lanciato una campagna social che mette al centro per l’appunto 10 piatti iconici italiani dove il formaggio è l’ingrediente distintivo.

No al Nutri-Score per i formaggi Dop: un attacco alle eccellenze italiane

L’Ansa riporta il pensiero di Antonio Auricchio, presidente di Afidop: “Diciamo no al Nutriscore alle etichette basate su quantitativi di riferimento scollegati dalle abitudini di consumo nella dieta quotidiana!“.

Si tratta di strumenti fuorvianti che svalorizzano l’immagine delle Dop e disincentivano il consumo dei nostri piatti banalizzando i valori nutritivi dei nostri prodotti“. Prosegue.

Sosteniamo informazioni corrette e complete al consumatore per un’alimentazione sana ed equilibrata. Proprio per questo ci uniamo a quanti, in Italia e in Europa, ritengono il Nutri-Score un sistema ingannevole. Esortiamo il decisore pubblico a fare muro contro l’attuazione di questa proposta“.

Affermazioni importanti che ben si collegano anche alla recente questione dell’etichettatura del vino italiano che per volontà di molti parlamentari europei sarebbe dovuto finire nella lista delle sostanze considerate “cancerogene” (secondo il piano Beca).

Per fortuna, il voto del Parlamento Europeo dello scorso 16 febbraio sull’adozione del Cancer Plan ha, infatti, dimostrato il contrario. Ovvero come ci sia una forte differenza tra consumo oltre i limiti e quello moderato di bevande alcoliche.

 

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Ricordiamo che il settore caseario vale 4 miliardi di euro alla produzione e occupa 26 mila operatori su tutto il suolo nazionale secondo le ultime analisi emerse dal Rapporto Ismea-Qualivita 2021.

Cifre non da poco, fatte salire a dismisura proprio dai 10 formaggi oggi incriminati e che rischiano pesanti blocchi economici. Consorzi di Tutela e produttori ora sono sul piede di guerra, stanno escogitando ogni modo per evitare questa massacro.