Pasta, trovato glifosato in 4 marche italiane tra le più amate. Ecco quali sono a rischio

Torna l’incubo glifosato nel settore delle farine e dei grani che sono quelli più esposti alla ventata del pesticida. Il mensile KTipp ha analizzato 18 marchi di pasta a caccia di pesticidi e micotossine.

Grano duro glifosato 4 marchi italiani mirino
Grano duro (Pixabay)

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Torna la paura glifosato, ovvero l’erbicida più usato al mondo di cui il formulato RoundUp (targato BayerMonsanto) è il prodotto commerciale più venduto.

La sua licenza d’uso in Europa scade a dicembre 2022 visto che negli anni sono stati riscontrati possibili effetti anche dannosi per la salute umana. Tanto che anche l’Istituto Iarc dell’Oms lo ha classificarlo nel gruppo 2A, ovvero tra i probabili cancerogeni.

Anche diversi studi condotti dall’Istituto Ramazzini di Bologna mettono in evidenza la pericolosità del glifosato, anche a bassissime dosi, soprattutto sul piano endocrino in caso di esposizione durante la gravidanza.

Il livello considerato da non superare al momento è pari a 10 ppm, e proprio su questa base il mensile svizzero Ktipp ha analizzato 18 marchi di pasta a caccia di pesticidi e micotossine pericolose per l’uomo. Nel mirino anche 4 marchi molto noti con tracciabilità Made in Italy.

L’analisi si è concentrata sulle più grandi aziende di pasta in Europa, analizzando non solo il noto pesticida (oltre al glifosato in alcuni lotti è stato rilevato il pirimifos-metil) ma anche la micotossina Denossivalenolo.

Capiamo quali sono.

Pasta e glifosato, 4 marchi italiani a rischio

Tracce di glifosato nei campioni di pasta LidlDivellaAgnesi e Garofalo sono stati trovate da un test condotto in Svizzera dal mensile KTipp.

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Pasta: condimento alternativo
Pasta (Foto di Klaus Nielsen da Pexels)

Quel che è merso è che i dosaggi sono comunque ben al di sotto del limite imposto dalla legge europea in materia, ma pur sempre degne di menzione per i consumatori.

Il mensile inoltre fa notare come all’estero non sia obbligatorio in etichetta riportare la provenienze dell’origine del grano usato delle aziende, cosa che invece di quelle italiane fa solo Lidl in maniere volontaria.

Lidl ha fatto sapere che i livelli di glifosato sono oltremodo irrilevanti visto che è oltre misura sotto la percentuale stabilita a livello europeo.

Per l’azienda tedesca inoltre sono stati riscontrati ottimi risultati invece sul prodotto spaghetti Lidl Combino Bio, prodotto con grando di filiera intarmante italiana (diversamente dai prodotti analizzati da KTipp).

Ottimi riscontri anche per gli spaghetti Barilla e penne integrali Barilla, al momento tra i migliori a livello europeo per tracciabilità e garanzia di non contaminazione.

Garofalo d’altro canto ha fatto sapere che il valore di 0,019 attribuito al prodotto spaghetti è mille volte inferiore al limite di legge. Si stanno impegnando affinché la filiera di provenienza si “depuri” di contaminazione legate al trasporto, molitura e stoccaggio che interessa la filiera del frumento duro.

Agnesi invece ha avviato un programma di gestione di filiere agricole integrate, al fine di poter ridurre l’uso di alcuni prodotti in agricoltura, come i pesticidi e micotossine rilevate dall’indagine. “Tale attività risulta essere molto impegnativa e richiede tempi medio/lunghi per la sua piena realizzazione“.

Il consiglio dunque per i consumatori è quello di consultare l’etichetta e di comprare sempre grano proveniente da tracciabilità controllata. Meglio se Made in Italy che è spesso marchio di maggiore sicurezza.