Patatine fritte? Un pericolo per la salute

Patatine fritte? Un pericolo per la salute

Le patatine in busta sono uno dei cibi più amati dagli italiani. Ottime per un veloce aperitivo al bar, croccanti, irresistibili, ma si rivelano una cattiva tentazione per chi soffre di colesterolo e diabete. Ma possono essere pericolose anche per chi gode di buona salute, in quanto contengono una sostanza potenzialmente tossica: l’acrilammide.

L’acrilammide è una sostanza che si forma durante la cottura in padella o in forno per via delle alte temperature. Diverse ricerche hanno dimostrato che a rivelarsi tossica e cancerogena è anche la glicidammide, ossia il prodotto metabolico principale dell’acrilammide. Queste sostanze sono in grado di alterare il Dna e provocare il cancro. L’acrilammide viene assorbita dal tratto gastrointestinale per poi essere espulsa con le urine, ma secondo alcuni studi sperimentali sarebbe metabolizzata anche dal feto nelle donne incinte.

L’acrilammide si trova soprattutto nella patatine fritte in busta, nelle patate fritte in padella, al forno o alla griglia, nel caffè, nei biscotti e nei pasticcini, nel pane bianco e in diversi altri alimenti. Secondo lo studio ABR alcune marche di patatine non rispetterebbero i limiti consigliati dalle Linee Guida europee dell’EFSA. “Sebbene  sull’acrilammide la normativa dell’UE e nazionale, stranamente, non impone dei valori limite ben definiti – si legge nello studio, come riporta l’AGI – si rammenta che esistono delle Linee Guida dell’EFSA che indicano dei parametri ben chiari da rispettare e che quindi sarebbe consigliato non superare (1000 mcg/Kg)”. I dati riscontrati “evidenziano un chiaro superamento dei valori rispetto a quanto raccomandato”.

In linea con le raccomandazioni rientrerebbero le patatine Lays classiche senza glutine, le Patasnack classica senza glutine e le San Carlo 1936. Meglio fare attenzione alle patatine prodotte da alcune grandi catene di supermercati. In ogni caso il consumo di questi alimenti andrebbe ridotto drasticamente onde evitare anche altri problemi di salute meno gravi ma comunque rischiosi.

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