Perché gli spaghetti si piegano in acqua: lo dice la scienza

Vi siete mai chiesti perché gli spaghetti si piegano in acqua di cottura? Andiamo a scoprire cosa dice la scienza riguardo a questo fatto.

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Gli spaghetti in pentola (picjumbo_com da Pixabay)

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Guai a chi tocca la pasta a noi italiani! In particolar modo siamo attaccati per tradizione agli spaghetti che cuciniamo davvero in qualsiasi modo.

Spaghetti aglio, olio e peperoncino, all’amatriciana, alla carbonara e chi più ne ha più ne metta, sono i classici intramontabili della cucina nostrana.

Per cucinarli, il procedimento è sempre lo stesso: mettiamo abbondante acqua in pentola, accendiamo il fornello, attendiamo che essa bolla, aggiungiamo il sale e schiaffiamo dentro i nostri bastoncini di grano.

Ma sapete in realtà perché gli spaghetti si piegano all’interno dell’acqua di cottura? Andiamo a scoprire cosa dice la scienza riguardo a questo fenomeno.

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Perché gli spaghetti si piegano in acqua?

Per questo fenomeno vi si intersecano tre fasi principali: la prima è quella del cedimento. In esso infatti gli spaghetti si gonfiano a causa dell’amido e dell’acqua.

In questo processo le estremità si inarcano sempre più tendendo ad appoggiarsi ai bordi della pentola.

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Il procedimento per cuocere la pasta (sgrunden da Pixabay)

Il secondo processo che si attua invece è quello dell’assestamento: metà dello spaghetto tende ad appoggiarsi sul fondo della pentola e l’altra metà sul bordo interno.

Infine vi è la fase del ripiegamento: la metà superiore dello spaghetto si arriccia e va anch’essa verso il fondo della pentola.

Alcuni consigli per cuocere al meglio gli spaghetti

Il primo consiglio è quello che si riversa un po’ per tutti gli alimenti: scegliete un prodotto di qualità per gustarvi un buon primo. Nemmeno gli chef più stellati saprebbero cucinare un piatto delizioso con ingredienti poco pregiati.

La pentola che li contiene deve essere alta e larga in modo che essi entrino interamente. Inoltre mai spezzare gli spaghetti: per molti quest’azione è un vero e proprio sacrilegio.

La terza regola è scolare la pasta un minuto\un minuto e mezzo prima rispetto all’indicazione riportata sulla confezione. In seguito poi andranno mantecati in padella con il condimento per conferire una cottura ottimale.

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L’azione in questione (JESHOOTS-com da Pixabay)

Ancora, quando si tirano fuori dall’acqua gli spaghetti vanno subito inseriti nel loro condimento altrimenti diventano una vera e propria colla.

Infine essendo un formato molto leggero non hanno bisogno di condimenti super elaborati: in quest’ultimo caso meglio optare per altre tipologie di pasta.