Pericolo Pfas, attenzione a questi comuni oggetti da cucina: aumentano il rischio di cancro

I Pfas per le loro proprietà antiaderenti e resistenti al calore vengono ancora usati in moltissimi oggetti di uso comune. Cerchiamo di fare chiarezza sul tema. 

Pericolo Pfas oggetti comuni uso domestico
Pericolo Pfas (Foto di Mushy AdobeStock) 

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Nove anni e sei governi dopo l’esplosione del caso Pfas, in Italia ancora non c’è una legge nazionale che ponga dei limiti allo sversamento in ambiente degli acidi perfluoroalchilici, tanto utili quando pericolosi per la salute“.

Questo quanto si leggeva il 21 gennaio 2022 sulle pagine di Avvenire a firma di Luca Bortoli.

Sembra che però qualcosa si stia muovendo e che il Parlamento italiano abbia deciso di avviare l’iter per approvare una legge che limiti gli scarichi di sostanze no Pfas dell’industria e la presenza nell’acqua potabile.

L’annuncio è stato dato da Vilma Moronese, presidente della Commissione ambiente del Senato, ora manca solo il decreto che cerchi di limitarne sia l’uso che lo scarico nelle acque.

Il pericolo Pfas non è per nulla oltrepassato ma anzi sono ancora moltissimi gli oggetti di uso quotidiano che li contengono per il loro incredibile potere ignifugo, antiaderente e idrorepellente.

Questi composti chimici sono altamente nocivi per la salute umana e comportano un aumento dei casi di tumore nei soggetti che ne sono più a stretto contatto.

Attenzione a questi oggetti da cucina, contengono Pfas ad alti livelli

Si tratta di composti chimici definiti “eterni”. Gli scienziati hanno stimato un tempo di decomposizione per i Pfas di 1.000 anni, anche se però è solo supposto visto che un tempo così lungo non è ancora trascorso da quando queste sostanze sono state inventate.

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Pericolo Pfas oggetti comuni uso domestico
Dove si possono trovare i Pfas (Foto di Graphic&Illustration AdobeStock)

Troviamo queste sostanze davvero dappertutto e in oggetti di uso comune/domestico anche improbabili.

Ad esempio nei prodotti detergenti per la casa e la persona, in molti cosmetici, nei capi di abbigliamento, nei prodotti di cancelleria e soprattutto in pentole e padelle.

Proprio per via della loro lunghissima durata si insinuano nelle falde acquifere entrando in circolo anche sul suolo e nell’aria modificando il ciclo alimentare di tutti gli animali.

Molti studi negli anni hanno dimostrato una correlazione fra esposizione alle sostanze perfluoroalchiliche e l’insorgenza di disfunzioni endocrine, tumori e malformazioni a livello dei feti.

Durante i processi di cottura in forno o sul fornello pentole e padelle trattate con Pfas rilasciano fumi tossici derivanti dalla decomposizione del rivestimento interno.

La legge non ha ancora vietato questi oggetti nonostante i molti casi dannosi segnalati per l’ambiente e l’uomo. L’unica cosa da fare per i consumatori è quella di diventare acquirenti consapevoli.

Leggere sempre l’etichetta è il primo passo da compiere per non comprare oggetti che li contengono.

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Cottura in padella (Foto di RODNAE Productions da Pexels)

Il secondo è liberarsi di padelle e pentole vecchie ancora realizzate con queste sostanze cancerogene. Nello specifico quelle che si scrostano e lasciano quella sostanza nera sul fondo della superfice.