Pesce contaminato al supermercato, il Ministero: “Serio pericolo per la salute”

Un nuovo ritiro urgente è apparso sul sito del Ministero che comunica rischio chimico per la salute dei consumatori. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Stoccafisso contaminato rischio chimico nota Ministero
Pescheria (Foto di gburrull Pixabay)

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Prosegue la lotta del Ministero della Salute nei confronti di prodotti contaminati o non a norma per la salute dei consumatori. Lo ha fatto anche nelle scorse ore bloccando in via preventiva un alimento abbondantemente presente sulle tavole degli italiani e che negli ultimi ha preso sempre più piede da Nord a Sud della Penisola.

Si tratta dello stoccafisso, pesce che giunge fino a noi dalla Scandinavia principalmente congelato per essere poi adattato alla cucina italiana in piatti dal sapore mediterraneo.

L’attenzione è massima stavolta, si parla nella nota ufficiale emanata di “rischio chimico” senza però specificare di cosa si tratta in realtà.

Ciò potrebbe significare che l’alimento durante una delle sue fasi di produzione e lavorazione è entrato in contatto con contaminati chimici, uso improprio di pesticidi. Oppure residui di antimicrobici, disinfettanti, sostanze di migrazione, che passano quindi dal cibo all’uomo tramite il suo consumo e possono essere tossici.

Marchio di pesce nel mirino, attenzione massima per i consumatori

Stiamo parlando di confezioni di stoccafisso reidratato. Le uniche note meritevoli di menzione su quanto fatto trapelare dal Ministero sono le seguenti:

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Polpa di baccala dissalato ricetta crocchette
Polpa di baccala dissalato (Stillkost AdobeStock)

ALBIGADUS Snc – ALBISSOLA SUPERIORE SV – IT366CE. Il riferimento è inerente l’azienda produttrice sita in Via Grana, 8 – 17011 Albisola Superiore (provincia di Savona) che si occupa della lavorazione e distribuzione all’ingrosso e al dettaglio di stoccafisso, baccalà, acciughe conservate e molti altri prodotti ittici in Liguria e in Italia.

Nella scheda pubblicata, un non bene precisato “rischio chimico” come abbiamo rivelato all’inizio.

L’unica raccomandazione del Ministero al momento è quella di non consumare il prodotto se già presente in casa e di riportarlo nel punto vendita più vicino per il cambio merce immediato anche senza scontrino fiscale come previsto dalla legge nazionale ed europea sul tema.

Che differenza c’è tra baccalà e stoccafisso?

Come si legge sul sito dell’azienda, si apprende perfettamente il metodo di lavorazione che porta ad avere uno stoccafisso.

Albigadus lo propone sia intero che a tranci, con una lavorazione attenta che passa dalla fase di ammollo che dura 3 giorni, alla pulizia e toelettatura, alla selezione, ed infine alla conservazione. Subito dopo la toelettatura dello stoccafisso infatti, il pesce viene lasciato in vasche di acciaio piene di acqua per alcuni giorni, prima di essere adeguatamente asciugato, tranciato messo sottovuoto.

Lo stoccafisso (o stocco in alcune zone dell’Italia centrale e Italia meridionale) è costituito dal merluzzo nordico (Gadus morhua) ed è un prodotto conservato per essiccazione. Il termine stoccafisso deriva dal norvegese stokkfisk e dall’olandese antico stocvisch e significa “pesce a bastone”.

Riguardo invece il baccalà (merluzzo nordico Gadus macrocephalus e Gadus morhua) l’unica differenza è il metodo di lavorazione, si parte infatti sempre dal merluzzo come materia prima ma in questo caso il pesce viene sottoposto al processo di salatura.

 

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Il sale che il merluzzo deve quindi assorbire nel corso delle varie fasi di lavorazione è superiore al 18%. Il termine baccalà deriva dalla parola basso tedesca bakkel-jau che significa appunto “pesce salato”.