Pesce già pulito in pescheria, c’è una cosa a cui devi prestare attenzione!

Ogni volta che si compra del pesce fresco bisogna prestare molta attenzione non solo alla provenienza ma anche al tracciamento di tutta la filiera di produzione in modo da non incorrere in spiacevoli episodi di violazione.

Pescheria etichettatura tracciabilità pesce come funziona
Pescheria (Foto di ElenaBergamini Pixabay)

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Il Ministero della Salute ed il personale della Polizia di Stato sono sempre attenti nel controllare tutte le dinamiche di filiera, produzione, vendita con etichettatura controllata messi sul commercio nazionale.

Lo sono soprattutto nei confronti della vendita illegale di prodotti alimentari prodotti sul territorio italiano e in particolare di quelli ittici pescati nelle nostre acque territoriali.

Massima attenzione al processo di filiera che porta la materia prima dalla barca fino alla pescheria oppure nel reparto freezer di qualche supermercato di provincia. In modo da consentire sempre la massima sicurezza alimentare lungo ogni fase di produzione.

Provenienza e tracciabilità (con etichettatura “parlante”. Ovvero che descrive non solo la zona di provenienza ma anche il termine ultimo di consumazione, ingredienti e composizione, calorie e modo di preparazione) devono essere sempre chiare e comprensibili da tutti.

La tracciabilità nello specifico descrive le varie tappe che percorre un prodotto da un punto di origine fino alla casa del cliente finale.

  • Questa la si deduce tramite un sistemi per l’identificazione e codifica delle merci (e dei lotti) tramite l’integrazione delle informazioni tra tutti gli attori della logistica.
  • La seconda fase invece è avere sempre aggiornato un sistema di registro dei dati una volta identificate e codificate le merci per essere sempre presenti in un software aggiornato.

Se questo non accade si può incorrere in frodi perseguibili dallo Stato, come è accaduto pochi giorni fa a Taranto in cui è stata sequestrata merce ittica non tracciata e quindi perseguibile dalla legge.

Taranto, denunciati due commercianti per vendita di alimenti nocivi

Come dicevamo a Taranto e provincia sono state sequestrate e poi distrutte alcune partite di cozze sgusciate e pesce pronti alla vendita senza certificato di tracciabilità.

Addetto controllo qualità
Addetto controllo qualità (Foto di hedgehog94 AdobeStock)

Il tutto è avvenuto tramite dei controlli a campione dei Poliziotti del Commissariato Borgo, in collaborazione con il personale specializzato della locale Asl che hanno controllato alcune pescherie della città.

Nello specifico, nel comune di Monteiasi sono stati sequestrati 20 kg di cozze sgusciate (già suddivise in vaschette da congelare) e 5 kg di pesce, tutto privo di etichetta e tracciabilità sulla provenienza.

Pedinando il commerciante la Polizia si è accorta che tutti il pescato portato con il suo furgone presso il Mercato rionale di via Machiavelli, al quartiere Tamburi, era provo di etichetta parlante. I prodotti ittici prima sono stati sequestrati e poi distrutti con il compattatore di una ditta specializzata.

 

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Il consiglio che siamo ai consumatori quindi è sempre quello di consultare l’etichetta e chiedere informazioni ai commercianti presso cui acquistate la merce, sia essa pesce, carne, o qualsiasi altro cibo sospetto.