Street food italiano: tutti pazzi per la piadina. La sua storia

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piadina senza strutto

La piadina romagnola è oggi uno degli street food più amati ma la sua storia affonda antiche e profonde radici. 

La ‘piadina‘ o ‘piada‘, era già conosciuta e apprezzata dai romani e nel corso dei secoli la sua preparazione non è cambiata di una virgola (o quasi). La ricetta è sempre la stessa, semplice e irresistibile, e per la prima volta ne abbiano testimonianza nel libro di Catone il Vecchio “Liber de Agricoltura”. Era il lontano 160 aC.  La piadina, non circoscritta al solo territorio romagnolo, era l’alimento base dei poveri perché composto da pochi ingredienti facilmente reperibili (farina, olio, sale e acqua) e semplice da confezionare e conservare per le lunghe giornate di lavoro. Inoltre è veloce da realizzare, in quanto si cucinava tradizionalmente ponendo l’impasto su un piatto di terracotta molto caldo chiamato “testo” o “teggia”. Il risultato sottile, croccante e rotondo aveva il sapore del pane bruciato (o forse più bruscato) e veniva servito come involucro con tutti i tipi di farce diverse. Proprio come oggi. Anche se la piadina più famosa è forse quella con cotto (o crudo) e squacquerone, nel corso degli anni questo impasto è stato riempito con gli ingredienti più disparati.

La piadina nel corso della storia

Curiosamente la piadina nel Trecento era considerata qualcosa di talmente prelibato da far parte dei tributi che ogni anno dovevano essere offerti alla Camera Apostolica. Ha ispirato anche grandi poeti come Giovanni Pascoli, che ha trasformato in versi la ricetta del pane azzimo nei suoi “Nuovi Poemetti“. Tuttavia, la ricetta di Pellegrino Artusi, l’autore di fine 1800 dell’iconico libro di cucina ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’, inserisce anche il lievito. Su questo aspetto oggi esistono due diverse scuole di pensiero. Se verso la costa romagnola le piadine sono più sottili viaggiando verso l’entroterra ne troviamo di più spesse e morbide. Il cascione ne è una variante, con l’impasto più alto e soprattutto “chiuso” a mo’ di calzone. Una specialità particolarmente diffusa nella zona di Urbino e delle alte Marche. Il successo mondiale della piadina è comunque stato tale che ne sono emerse le versioni più bizzarre in tutte le parti del globo.