Piatti e bicchieri per Natale di plastica| Non fare questo errore quando li butti

È in vigore il provvedimento europeo del giugno 2019 contenuto nel Decreto legislativo 196 del 8 novembre 2021, una vera rivoluzione per il settore del riciclo: dove butteremo ora piatti e bicchieri di plastica sporchi.

Imballaggi monouso plastica frutta e verdura vietati Italia 14 gennaio
Imballaggi monouso plastica frutta e verdura (Foto di rufar AdobeStock)

In altri Paesi europei come la Francia sembra che sia entrata in vigore già dal primo gennaio questa nuova direttiva che in Italia sarà legge solo a partire dallo scorso 14 gennaio 2022, data di avvio della nuova legge contro l’uso della plastica monouso.

Se nella cugina francese però il nuovo cambio di vedute sembra essere stato facilitato anche dall’avvio della Presidenza di turno francese dell’Ue, da noi le cose stanno andando decisamente più lente.

Le cose però dovranno cambiare, sarò legge anche qui il provvedimento europeo del giugno 2019 è contenuto nel Decreto legislativo 196 del 8 novembre 2021, la cosiddetta direttiva antiplastica Sup, Single Use Plastic. Nessuno potrà più scamparvi, sono già al vaglio pesanti multe per i trasgressori.

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Imballaggi in plastica: dove buttare piatti e bicchieri di plastica sporchi

In Francia le nuove disposizioni prevedono un percorso a tappe che sta coinvolgendo prima i prodotti freschi, non trasformati e di peso inferiore a 1,5 kg. Solo successivamente saranno coinvolte anche le altre categorie merceologiche.

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Banco di frutta e verdura (foto di NatureFriend da Pixabay)

E in Italia? Il divieto riguarda al momento contenitori che racchiudono arance, mele, ananas, carote, patate e zucche e similari. Un secondo step ci sarà a giungo prossimo fino al 2026 quando si prevede la messa al bando totale della plastica monouso.

Negli anni scorsi erano già stati vietati piatti, contenitori per alimenti , bevande, tazzine e bicchieri in polistirene espanso, la lista però sta prendendo sempre più piede nei vari settori.

Ricordiamo però che possono essere venduti, e quindi non sono inclusi nel decreto legislativo, gli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, che hanno una percentuale di materia prima rinnovabile uguali o superiori al 40%.

Fanno parte della lista anche i prodotti in plastica ed i rivestimenti con un peso inferiore al 10% rispetto al peso totale del prodotto che si acquista.

Infine, sono sempre esclusi dalla lista, anche i “contenitori per alimenti secchi, o per alimenti venduti freddi che richiedono ulteriore preparazione. Anche i contenitori contenenti alimenti in quantità superiori a una singola porzione oppure contenitori per alimenti monoporzione venduti in più di una unità” (dal d.lgs).

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Le aziende che trasgrediranno, anche in termini di smaltimento delle scorte a magazzino, incoreranno in sanzioni da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 25mila euro.

In Europa vengono prodotte ogni anno circa 58 milioni di tonnellate di plastica, e di queste l’agricoltura include circa il 3% totale di plastica.

Solo gli imballaggi industriali arrivano ad un 40%, gli articoli casalinghi al 22%, l’edilizia e costruzioni al 20%, automobili e autocarri 9%, apparecchiature elettriche o elettroniche 6%.

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Imballaggi monouso plastica frutta e verdura vietati Italia 14 gennaio
Plastica monouso (Foto di ink drop AdobeStock)

Dove buttare quindi adesso i contenitori di plastica sporchi che si accumuleranno durante le feste di Natale? Ricordiamo che piatti e bicchieri di plastica usati per mangiare panettone o pandoro, e bere lo spumante vanno buttati nella raccolta della plastica a meno che non siano davvero molto sporchi. In questo caso le strade sono due: o si lavano sotto acqua corrente i contenitori prima di buttarli nella plastica oppure si gettano dell’indifferenziata.

Il nostro consiglio però è un altro, se potete usate posate di metallo e piatti di ceramica che potete lavare nei giorni seguenti a mano o un lavastoviglie. L’ambiente di ringrazierà!