Plasmon: entro un anno ingredienti da filiere agricole italiane

Plasmon: entro un anno ingredienti da filiere agricole italiane

Salto di qualità per i prodotti Plasmon che entro un anno avranno ingredienti di origine italiana.

Dagli omogeneizzati di carne di coniglio o vitello al latte del Trentino, dal riso ai biscotti solubili col grano della Puglia: il 90% dei prodotti Plasmon avranno ingredienti provenienti da filiere agricole italiane nel giro di un anno. A darne notizia è Felipe Della Negra, General Manager di Plasmon -Kraft Heinz Italia nel sottoscrivere, presso il ministero delle Politiche agricole e alimentari, il Protocollo d’intesa programmatica tra Mipaaft e Plasmon finalizzato a valorizzare la sicurezza dei prodotti alimentari per l’infanzia.

Un bel salto in avanti per la promozione della dieta mediterranea nei primi 1000 giorni di vita dei bambini e la diffusione di buone pratiche di filiera che possano valorizzare la distintività del Made in Italy sul mercato nazionale ed estero.

“Con l’accordo di oggi – ha sottolineato il ministro Centinaio – andiamo a sostenere le politiche di filiera per garantire la qualità, la sicurezza e i requisiti nutritivi dei prodotti agroalimentari destinati all’infanzia. Grazie anche al coinvolgimento del Crea nel protocollo Plasmon, metteremo a disposizione sistemi e soluzioni innovative nel campo della ricerca, dall’agricoltura di precisione alla tracciabilità anche con tecnologia blockchain. Vogliamo tutelare sempre di più i produttori e i consumatori. Quando poi i consumatori sono i bambini, garantire qualità e sicurezza, non è più una scelta virtuosa ma un obbligo”.

Per quanto concerne le voci di una possibile vendita del marchio non arrivano, invece, né conferme né smentite. “Sulle ipotesi di vendita o ristrutturazione degli stabilimenti italiani – ha precisato Felipe Della Negra – The Kraft Heinz Company ha sempre deciso di non fare dichiarazioni ma sul principale stabilimento, quello di Latina, posso confermare che nell’ultimo anno la produzione è cresciuta del 10%, e che non produce più solo per il mercato italiano ma qui sono state trasferite produzioni estere come il tomato spagnolo, e che qui vengono prodotti anche i biscotti per gli adulti. In totale, il 70% dei nostri prodotti esce dallo stabilimento pontino”.

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