Come prevenire il cancro alla prostata: cosa devi sapere sul prosciutto

Un recente studio francese ha evidenziato una profonda correlazione tra il cancro alla prostata e le quantità di prosciutto giornaliere. Entriamo nel merito della questione scoprendo le dosi massime consigliate di questo alimento.

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Prosciutto crudo intero (Pixel2013 da Pixabay)

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Ormai si moltiplicano esponenzialmente gli studi che correlano malattie cardiocircolatorie o cancerogene al consumo eccessivo di carni rosse.

In particolar modo a preoccupare incessantemente i ricercatori sono le carni processate, ovvero insaccati e salumi, nelle quali vengono immesse sostanze chimiche per evitare l’ossidazione e per conferire il classico colore rosso.

Molti esperti di settore infatti consigliano di assumere questi alimenti per un massimo di due volte a settimana ed alternarli quindi con pesce, uova o legumi.

Un recente studio francese ha confermato queste preoccupazioni ed ha scoperto una profonda correlazione tra il cancro alla prostata ed il consumo di prosciutto.

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Lo studio sulla correlazione tra prosciutto e cancro alla prostata

La ricerca ha preso in carico un campione gigantesco, ben 100.000 persone, per ben sette anni registrando quotidianamente le loro abitudini alimentari.

Gli studiosi hanno posto maggior attenzione alla frequenza, alle marche ed alla quantità di salumi, in particolar modo prosciutto, ingerito nell’arco di questo tempo.

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Salumi vari (moerschy da Pixabay)

Il risultato è stata una dimostrazione tangibile di come questi alimenti possano aumentare le probabilità di formazioni cancerogene.

Difatti sull’intero campione preso in considerazione più di 3.000 persone hanno sviluppato tale patologia con particolar sedimentazione nella prostata e nel seno.

Qual è la quantità giusta di prosciutto da mangiare a settimana?

Secondo quanto riportano questi ricercatori basterebbero infatti appena due fette di prosciutto al giorno per aumentare l’insorgenza di tumori del 58% negli uomini per quanto riguarda la prostata e del 25% per le donne per quanto concerne il seno.

Difatti si spiega nello studio che i nitriti ed i nitrati presenti in tale alimento vanno a legarsi con proteine già presenti nello stomaco trasformandosi in nitrosammine, sostanze altamente nocive.

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Il taglio dell’alimento in questione (Ben_Kerckx da Pixabay)

Dunque, qual è la dose massima consigliata durante l’arco della settimana per questo prodotto? Gli esperti di settore raccomandano di non implementare nel proprio menù gli insaccati per più di due volte alla settimana.

Nonostante il loro sapore inconfondibile sia difficile da resistere e nonostante si tratti di una pietanza velocissima da preparare, risulta un’abitudine alimentare che dobbiamo iniziare a mettere da parte. Il nostro corpo ci ringrazierà!